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TV: il tandem Murdoch-Berlusconi fa ancora discutere

Pubblicato: 10 lug 2009 da Ferry Boat

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L’intreccio tra politica e televisioni e tra televisioni e affari rimbalza ancora sulle cronache finanziarie e genera nuovi scenari e nuove ipotesi. D’altra parte con Sky che supera per ricavi Mediaset e si piazza al secondo posto dopo la Rai per giro di affari, con il passaggio da analogico a digitale alle porte, con la crisi che asciuga gli investimenti pubblicitari e prosciuga i bilanci dell’editoria, era inevitabile. Gli ultimi rumor sul comparto vengono, però, dall’ineffabile Dagospia che trova una solida sponda su La Stampa. Al centro delle nuove sorprendenti ipotesi il finanziere franco tunisino Tarek Ben Ammar che, tra le dichiarazioni sulla morte di Michael Jackson e le nuove strategie di Mediobanca (di cui è consigliere), avrebbe assunto lo scottante incarico di lavorare a una cessione degli asset televisivi di Telecom Italia Media allo stesso Rupert Murdoch.

L’ipotesi, per quanto scottante, consente però di riassumere bene i tormentoni della televisione italiana. Come noto, già a fine 2008 in molti lessero l’aumento dell’Iva dal 10 al 20% per le pay tv come un tentativo di sbarramento all’impetuosa avanzata di Sky in terra italica. Da allora, però, le cose si sono soltanto complicate.

Se Mediaset Premium ha ottenuto brillanti risultati crescendo ancora, il calo degli investimenti pubblicitari in tutto il settore editoria ha in generale colpito meno la tv e consentito comunque a Sky di superare per vendite i canali del Biscione. Si difendono Rai Tre e La 7, televisione del gruppo Telecom Italia Media che controlla anche il 51% di Mtv e diversi canali digitali.

Proprio lo switch off dell’analogico potrebbe ora regalare nuove occasioni di crescita al debole terzo polo televisivo italiano. La 7 va abbastanza bene e Telecom Italia Media ha prenotato un posto (con una quota di minoranza) in Tivù la nuova piattaforma per il digitale messa a punto da Rai e Mediaset. Il settimo canale nazionale ha inoltre registrato una sostanziale tenuta della raccolta pubblicitaria (per la gioia di Urbano Cairo che la gestisce) e, anche se chiuderà probabilmente in rosso anche il bilancio 2009, si dirige verso il break even ad ampie falcate grazie anche alla cessione di Apcom al gruppo Abete (che già controllava l’agenzia Asca). Ma quali sono allora i nuovi scenari?

La prospettiva parte da Villa Certosa. Lo scandalo delle escort e lo spazio regalato all’argomento dalla stampa estera e da alcune testate dello stesso Rupert Murdoch sta infatti disturbando non poco il Cavaliere che temerebbe ogni momento nuove e imbarazzanti rivelazioni o testimonianze. Contemporaneamente il dossier di Telecom Italia affidato a Franco Bernabé langue e la lunga crisi del nostro incumbent telefonico con tutte le sue complicazioni sudamericane irrita i diversi azionisti, fra cui la stessa Mediobanca nel cui consiglio di amministrazione Tarak Ben Ammar siede vicino a Marina Berlusconi.

Una cessione controllata di La7 e degli altri asset (fra cui importanti multiplex digitali) a un Rupert Murdoch nuovamente amico potrebbe alleggerire i conti di Telecom Italia, regalare commissioni e magari asset televisivi allo stesso solerte Ben Ammar (da sempre vicino al premier) e favorire un riequilibrio generale del settore. Sul tavolo di Ben Ammar ci sarebbero già almeno altre due proposte. Forse è davvero fantafinanza, ma intanto all’apertura delle contrattazioni di oggi alle 11 Telecom Italia Media guadagna il 9,76 per cento.

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1 commento

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  • da riva

    10 lug 2009 - 14:51 - #1
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    Up Down

    Doveroso precisare che dopo una corsa del titolo per tutta la mattinata, un comunicato della stessa Telecom Italia Media ha smentito le ipotesi di cessione di La7, ma confermato l’analisi di progetti per la valorizzazione di singoli asset televisivi del gruppo