
Se le banche avessero voluto il fallimento di Risanamento, Zunino sarebbe finito a gambe all’aria da un pezzo. Con 2,86 miliardi di euro di debito e un patrimonio netto da neanche 33 milioni, con perdite da quasi 50 milioni di euro nel primo trimestre del 2009 il colosso immobiliare Risanamento è a rischio da un pezzo, ma la richiesta di fallimento da parte del pm Roberto Pellicano lo fa tremare oggi come non mai.
Proprio adesso che la consulenza di Gerardo Braggiotti (Banca Leonardo) sembrava ottenere dei risultati esplode, inattesa, la mina. Il 29 luglio l’udienza durante la quale il tribunale di Milano potrebbe anche dichiarare il fallimento del gruppo.
Sarebbe un disastro per Milano, dove il gruppo di Luigi Zunino gestisce progetti chiave come quello di Santa Giulia e dell’Ex Area Falck, sarebbe un danno notevole per le banche cha hanno forti esposizioni nei confronti della società. Non solo Intesa Sanpaolo (476 milioni di euro di crediti) e Unicredit, ma anche il Banco Popolare che, insieme alla controllata Italease, ha un credito da 500 milioni di euro circa (di cui 220 milioni riferibili alla banca del leasing).
Proprio da Banca Italease e da alcune inchieste sulla ex-gestione Faenza partono le indagini del pm Pellicano che, evidentemente ha trovato un buco inatteso. Che la situazione di Risanamento fosse critica era noto da tempo, tanto che la stessa Italease ha già messo a incaglio i propri crediti (principalmente leasing mobiliari). Il totale degli incagli registrati dalla frastornata banca del leasing ammonta a circa 4 miliardi di euro e quindi le esposizioni verso Risanamento sono solo una frazione ridotta dei crediti problematici complessivi (e peraltro come detto già considerata a rischio).
L’impatto complessivo sul Banco Popolare, che sta cercando con difficoltà di delistare e risanare la stessa Italease e che vanta insieme alla controllata un credito complessivo di circa mezzo miliardo (con un pro quota dunque di circa 280 milioni), potrebbe essere invece più consistente, anche perché la banca guidata da Pier Francesco Saviotti, come detto, sta già incontrando le sue difficoltà nelle manovre su Italease.
Alla fine il paradosso è che le istanze di fallimento non vengono da colossi del credito come il Banco Popolare, Unicredit o Intesa Sanpaolo, ma da un pm che aggiunge la propria richiesta a quella di Sadi e Ipi che vantano un credito di “soli” 20 e 12,5 milioni rispettivamente. La bancarotta di Risanamento potrebbe portare grossi patrimoni immobiliari in pancia alle banche, ma anche complicargli notevolmente la vita per giunta in presenza di una crisi immobiliare e in attesa dell’Expo milanese.
Difficile dire se i Segre, che hanno di recente conquistato Ipi, abbiano un ruolo nella vicenda, di certo la società immobiliare che era di Danilo Coppola (e prima ancora della stessa Risanamento) ha avviato un procedimento civile già qualche tempo fa. Le esposizioni di Risanamento nei confronti delle banche sono comunque assai maggiori. Nel frattempo il titolo rimane congelato in borsa fino a lunedì compreso in attesa di comunicato.
Se il 29 luglio si procedesse con il fallimento di Risanamento numerosi istituti dovrebbero rimboccarsi le maniche in un momento in cui hanno anche tante altre cose da fare. Di certo si chiuderebbe un’epoca ancora correlata alle scalate dei furbetti: Coppola e Zunino al tempo appoggiavano le manovre di Consorte e Fiorani. Fiorani guidava la popolare di Lodi che poi ha generato l’attuale Banco Popolare. Zunino era l’unico rimasto in piedi fra quei giganti. Alla fine però anche a lui sembra che sia andata male.
trasparency international
11 dic 2010 - 03:18 - #1Dal portale Indymedia al link:
http://piemonte.indymedia.org/article/10926
Avvocati d’affari: parcelle & mattoni.
Od anche… Business lawyer: notule & cemento. Come preferite. Fate voi.
Luigi Zunino, immobiliarista a tutto tondo, grande appassionato di cavalli, a 44 anni diventa il più giovane cavaliere del lavoro.
E’ stato definito “il più furbo dei furbetti” perché ha saputo dribblare abilmente le inchieste della magistratura che hanno falciato speculatori del mattone a sua immagine e somiglianza, come Stefano Ricucci e Danilo Coppola (con quest’ultimo ha concluso un cospicuo numero di affari). Ma non riuscirà a passare indenne tutti i cicloni giudiziari.
Per le sue mani son passati fior di business miliardari. Milano Santa Giulia, Montecity-Rogoredo (ex Montedison), aree Fiat Avio (Torino), immobili a Parigi sugli Champs Elysées, l’ex area Falck di Sesto San Giovanni, il famoso Badrutt’s Palace Hotel di Saint Moritz, palazzi della Milano bene in via Montenapoleone e via Manzoni, mega attici come i 3 appartamenti nel cuore di Manhattan a New York (grattacielo del Plaza Hotel), etcetera, etcetera.
Un fiuto per gli acquisti e le compravendite che s’è felicemente coniugato con una serie di straordinarie e vincenti intuizioni. Come quella d’investire su aree ex industriali superinquinate (v. l’ex Montedison di Milano Santa Giulia, le aree Falck ed altre). Che passano di mano, con speculazioni e plusvalenze da capogiro.
Luigi Zunino parte con la sua Risanamento Napoli Spa e st’’idea geniale in testa. Costruire laddove gli altri hanno inquinato e devastato l’ambiente (senza risanare un bel niente s’intende). Four business in one. Compra a prezzi stracciati, ottiene velocemente le concessioni, costruisce a prezzi altissimi e risolve per le amministrazioni locali il problema dello smaltimento dei rifiuti e del recupero delle aree. Tutto sempre all’ombra della sua “Risanamento” (denominazione che di per sé è già tutto un programma). Sintomatica l’operazione studiata con l’ENI - Divisione Refining & Marketing per lottizzare i terreni contaminati dell’Ente Idrocarburi a Napoli Orientale. 75.000 mq di aree nel passato adibite a deposito e stoccaggio di prodotti petroliferi, impestate di benzene, arsenico ed altre schifezze.
I palazzinari come lui (o sviluppatori immobiliari come loro amano definirsi) con questa tipologia di investimenti hanno fatto una barca di quattrini. Vedi Salvatore Ligresti, Gaetano Caltagirone, Puri Negri, Tronchetti Provera solo per fare qualche nome.
Ma la fortuna può voltare le spalle. Come accade anche a lui. Dopo il periodo delle “mucche grasse” arriva il tempo delle “vacche magre”. Tra i vari segnali premonitori, già nei primi mesi del 2008 quello di lady Zunino, Stefania Maria Cossetti che si spossessa in fretta e furia di un bel pacchetto di titoli Mediobanca per racimolare qualche spicciolo; 33,7 milioni di euro. Troppo pochi per pagare tutti i puffi lasciati in giro. Emerge una voragine impressionante di oltre 4 miliardi di euro di debiti. Piovono decreti ingiuntivi a raffica. Finisce l’era dell’impero Zunino. Il 29 luglio 2009 c’è già la convocazione del tribunale fallimentare. Il 28 luglio 2009, Luigi Zunino deve rassegnare le dimissioni dal consiglio di amministrazione di Risanamento Spa.
Il 3 agosto 2009 anche i valorosi avvocati che hanno sempre supportato Zunino, lavorando alacremente dietro le quinte, devono gettare la spugna. Lontano dai riflettori mediatici uno stuolo di super-avvocati ha compiuto un frenetico ed instancabile lavoro di ausilio ed assistenza per supportare il cavaliere nei suoi salti ad ostacoli e tutte le sue scorribande. Forse s’avvedono un po’ tardivamente della nave che sta per colare a picco. Col naviglio che affonda arriva la notula dello Studio Legale Bonelli, Erede & Pappalardo. Gli avvocati Sergio Erede e Franco Bonelli sono i due soci fondatori di riferimento della law firm. Per Zunino sul lastrico, la notura di BEP è come l’iceberg per il Titanic: 8.445.600,00 di euro l’ultima mazzata. Forse dubbia l’esigibilità data la consistenza dei debiti lasciati da mr. Zunino.
Addio al mito degli avvocati d’affari accorti, attenti e previdenti. Ho sentore che forse ci arà da mettersi in coda per l’ammissione al passivo. A meno che ai business lawyers possa andare bene, a parziale conguaglio, la villa del cavalier Luigi (l’appassionato di cavalli) costruita sulla splendida Isola di Cavallo (tra la Sardegna e la Corsica).
La palma d’oro dei parcellisti Over the top comunque rimane sempre in mano a lui. L’Avvocato da 14 milioni di euro (consulenza Lodo Mondatori per CIR-De Benedetti).
Del quale, per un elementare senso del garbo, c’asteniamo dal proferirne il nome.
Il t-roppo stroppia (ed il silenzio è d’oro).
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Doc. pdf. “ENI_Napoli_centrale_Zunino”
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Doc. Pdf: “Parcella_BEP_Risanamento_2009″
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Doc. Pdf: “Articolo_FQ_Il_cemento_di_Erede”
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