
La complessa vicenda che delle partecipazioni del Credit Agricole in Intesa Sanpaolo si è aggrovigliata ulteriormente nel corso del fine settimana. Come noto, di recente la banca francese e il gruppo Generali hanno stretto un accordo sul 10,9% circa di Intesa Sanpaolo, che, nonostante diversi aggiustamenti in corso d’opera, è stato nuovamente bocciato dall’Antitrust.
Al tempo stesso della nascita di Intesa Sanpaolo era, infatti, previsto uno scenario in base al quale i francesi si sarebbero staccati dalla banca italiana, riducendo la propria partecipazione (salita in questi giorni al 5,8% del capitale) nella banca in cambio del nuovo polo creditizio italiano gravitante sugli sportelli di Friuladria e Cariparma ottenuti proprio a seguito della nascita di Intesa.
Sabato, però, il Credit Agricole, in un’intervista rilasciata dal top manager Jean Frederic De Leusse a Il Sole 24 Ore, ha buttato nuova carne al fuoco affermando in buona sostanza che i vincoli di Intesa non riguardano i francesi e che la cessione delle loro quote nella banca potrebbe essere rimproverata a Parigi come cattiva gestione.
Per complicare ulteriormente le cose De Leusse ha citato porzioni di una lettera del dicembre 2006 inviata all’Antitrust in cui la “banque verte” sosteneva di “non essere in grado di onorare gli impegni presi da Banca Intesa nei confronti delle autorità di concorrenza”. Se, come paventato nei giorni scorsi, la stessa Intesa dovesse subire una sanzione (si parla di cifre non inferiori al mezzo miliardo di euro) dall’Antitrust e cercare di rivalersi sui francesi, il Credit si è detto pronto a rispondere.
Come prevedibile queste dichiarazioni hanno ulteriormente arroventato il dossier. Intanto perché anche dentro la stessa Intesa Sanpaolo in molti ignoravano l’esistenza di questa lettera citata da De Leusse, che, verosimilmente, dovrebbe essere stata inviata anche alla stessa Intesa. Il comitato di controllo interno della banca potrebbe chiedere presto dei chiarimenti agli organi sociali.
Persino Generali, finora al fianco del Credit Agricole nelle sue manovre per evitare di registrare perdite notevoli con la cessione delle quote di Intesa, ha fatto un passo indietro. Il Leone di Trieste ha infatti deciso di non partecipare più alle riunioni del consiglio di gestione e del consiglio di sorveglianza di Intesa fino a quando il nodo delle partecipazioni francesi e dei rilievi dell’Antitrust non sarà sciolto.
Nel frattempo il quotidiano di Confindustria scava ancora nei retroscena di questa vicenda ed evidenzia che le ultime parole di De Leusse non collimerebbero con quanto sostenuto dallo stesso Credit Agricole di fronte alla Commissione europea al tempo della fusione di Intesa con San Paolo nel 2006. Alla fine sul dossier che coinvolge alcuni dei principali soggetti finanziari italiani si è alzato un polverone e spuntano adesso anche nuovi dettagli che sorprendono diversi top manager teoricamente informati di tutti i particolari degli accordi del 2006. Un approdo della vicenda in tribunale sembra a questo punto sempre più probabile.
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