Seduta interlocutoria per Fiat, dopo le perdite di ieri e gli importanti annunci delle ultime 24 ore. La banca d’affari Morgan Stanley ha alzato il prezzo obiettivo a 8,3 euro e confermato il consiglio di sovrappesare il titolo in portafoglio. I timidi ribassi di oggi non sembrano, però, fornire indicazioni di recupero, almeno per il momento.
La vera novità è la conferma di un bond triennale in arrivo quanto prima. Già durante le scorse settimane lo stesso amministratore delegato della casa torinese Sergio Marchionne aveva dichiarato di vedere con favore un rifinanziamento alle attuali condizioni di mercato. Il via libera di oggi non chiarisce però i dettagli del nuovo bond del Lingotto. Secondo diversi analisti Fiat sarà costretta a pagare almeno il 10% a causa del proprio rating da junk bond. L’annuncio della nuova emissione all’indomani della pubblicazione della seconda trimestrale del gruppo sembra suggerire la possibilità di un’operazione rapida, che potrebbe anche concretizzarsi entro l’estate.
Proprio dal punto di vista patrimoniale ieri la società ha comunicato risultati positivi, sottolineando nel trimestre la riduzione del debito industriale netto da 6,6 a 5,7 miliardi di euro nel giro di tre mesi. Per sostenere l’operatività la liquidità è stata portata da 5,1 a 6,4 miliardi di euro e nel frattempo forti azioni sui costi e sulla produttività degli impianti servono a salvaguardare, per quanto possibile, i margini del gruppo. Confermati gli obiettivi del 2009 e la riduzione del debito sotto i 5 miliardi di euro entro l’anno, quando l’utile della gestione ordinaria dovrebbe superare il miliardo di euro.
Proprio sul profilo reddituale della società bisogna puntare per comprendere meglio cosa sta succedendo a Torino. Il secondo trimestre 2009 ha visto il giro d’affari scendere del 22,5% sul dato del 2008 e ridursi a 13,1 miliardi di euro. Questo quarto si è chiuso per Fiat con un rosso da 179 milioni di euro che rappresenta un notevole miglioramento rispetto alla perdita secca di 411 milioni di euro del primo trimestre, ma che è ancora un dato disastroso se messo a confronto con i 646 milioni di euro di utili del secondo trimestre del 2008. Gli incentivi alla rottamazione varati in diversi paesi hanno incoraggiato un parziale recupero: la casa torinese è riuscita a migliorare la propria fetta del mercato europeo dell’auto portandola al 9,2% (+0,9%) e approfittando anche del basso impatto ambientale dei propri veicoli. Ancora grosse difficoltà vengono invece dalle macchine di Cnh, che hanno registrato un calo del fatturato del 21% a 2,9 miliardi, e dai veicoli industriali di Iveco (giro d’affari in flessione del 43,2% a 1,8 miliardi).
Il perfezionamento dell’accordo con Chrysler e la nuova alleanza con la cinese Gac rappresentano le maggiori scelte strategiche del periodo, ma la domanda di auto ancora fragile nelle economie avanzate suggerisce prudenza: nel contesto in evoluzione del mercato delle quattro ruote, traghettare la Fiat oltre la crisi non sarà facile, né pacifico.
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