
Entro mercoledì a Risanamento serve un piano credibile e sostenibile per garantire ai pm che hanno chiesto il fallimento della società la possibilità di scongiurare un crack che avrebbe conseguenze negative non solo per le banche finanziatrici di Risanamento e per la società stessa, ma anche per una parte consistente dei progetti di nuova urbanistica di Milano.
Nel fine settimana le banche hanno presentato un piano assai più consistente di quello dell’advisor della società. Si parla di 500 milioni di euro da reperire tra un aumento di capitale da 150 milioni di euro e l’emissione di un bond convertibile da 350 milioni di euro.
Sembra trasparire un cauto ottimismo da parte della società che, però, non si è ancora pronunciata e sta, anche in queste ore, lavorando a una soluzione dopo gli incontri del week end. Forse stasera si saprà qualcosa dall’esito del cda.
Incertezze anche sul nuovo management dopo la rinuncia di Luigi Zunino, maggiore azionista della società, alle cariche operative. Probabilmente dovrebbe esserci una pronuncia sul nuovo presidente, mentre per l’amministratore delegato non si sarebbe giunti ancora a un accordo e quindi una scelta del cda potrebbe arrivare nei prossimi giorni.
Fra i nomi circolati per la presidenza quelli di Bruno Ferrante, di Angelo Casò e quello di Luigi Fausti, niente di ufficiale è però ancora trapelato in merito.
Se il piano dovesse essere approvato la quota di Luigi Zunino nella società, in caso di conversione del debito obbligazionario contratto in titoli Risanamento alla scadenza dei bond convertibili da 350 milioni di euro, potrebbe scendere a una quota tra il 30 e il 40 per cento circa.
Il precedente piano di Leonardo (advisor di Risanamento) prevedeva un intervento praticamente pari alla metà di quello previsto dalle banche, si parlava infatti di una manovra da 250 milioni di euro di cui 150 milioni in bond convertibili e altri 100 milioni di euro destinati alla ricapitalizzazione.
Adesso il cda dovrà esprimersi sul nuovo progetto. Salvatore Mancuso, ex uomo di peso in Unicredit poi uscito dal gruppo e di recente assunto come consulente da Zunino, avrà sicuramente un certo peso nelle decisioni finali. La quadratura del cerchio sembra ormai vicina anche se, ammesso che il piano delle banche ottenga il via libera del cda di Risanamento, rimane quello di mercoledì con i pm l’appuntamento più importante.