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Il gruppo Gavio e le sfide del 2009

Pubblicato: 28 lug 2009 da Ferry Boat

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Il colosso industriale che fa riferimento a Marcellino Gavio subisce i contraccolpi della crisi. La holding Aurelia ha infatti chiuso il bilancio del 2008 con un andamento contrastato.

A un crescita notevole dei ricavi passati a 1,85 miliardi di euro con un incremento di oltre un terzo sul dato dell’esercizio precedente ha fatto da contraltare una flessione dei margini preoccupante. L’utile netto si è, infatti, ridotto a 75,6 milioni di euro con un calo di oltre il 64 per cento.

Sebbene questa holding non abbia grande visibilità e non sia quotata la sua influenza su Piazza Affari è tutt’altro che trascurabile, tanto che giustamente ai risultati di questa holding il quotidiano MF ha oggi dedicato una pagina intera.

Aurelia controlla le due quotate Sias e Autostrade Torino Milano, oltre ad avere una partecipazione importante nella Milano Serravalle: di fatto si tratta di uno dei primi operatori nel settore delle concessioni autostradali d’Italia.

Proprio dalle nuove convenzioni, dai nuovi investimenti richiesti e dal calo del traffico discendono parte dei costi aggiuntivi che hanno appesantito il bilancio del gruppo.

Non indifferenti, però, anche le altre partecipazioni, prima fra tutte quella in Igli, di cui Aurelia ha un terzo del capitale e che a sua volta controlla Impregilo, il più grande costruttore di infrastrutture d’Italia.

Le attività dell’imprenditore di Tortona (Alessandria), dove ancora ha sede la holding del gruppo, spaziano in diversi campi dalle costruzioni all’energia, dalla tecnologia ai trasporti. I costi delle attività di trasporto continuano poi a pesare a diversi livelli, il management però scommette nella chiusura di un anno in utile.

Di certo il maxicontratto per i lavori sul Canale di Panama firmato da Impregilo incoraggerà i risultati, di certo anche le attività autostradali in Sudamerica dove il gruppo Sias sta conseguendo grandi risultati potrebbero portare nuovo denaro nelle casse della società. Svalutazioni da oltre 230 milioni di euro hanno già pesato su Aurelia, ma il parziale recupero dei mercati potrebbe incoraggiare qualche rivalutazione azionaria. Autostrade, infrastrutture e logistica rimangono la stella polare del gruppo.

Numerosi nuovi lavori e appalti sono testimoniati dalla crescita del fatturato nel 2008, ma la crisi pesa: lo dimostrano il calo del volume d’affari di Autostrada Torino Milano nel primo trimestre del 2009 a quota 170 milioni di euro (-16,6 milioni sul dato di un anno prima) e la flessione del volume di affari di Sias a 166,9 milioni nel primo quarto di ques’anno contro i 185,1 milioni di euro del primo trimestre 2008. A Tortona probabilmente incrociano le dita e sperano in un’accelerazione del mercato in direzione della ripresa.

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1 commento

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  • autostop

    31 lug 2009 - 13:19 - #1
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    Gli sta bene, tanto Gavio, come i Benetton, è uno che i soldi li ha fatti principalmente l’aiuto della politica e senza alcuno scrupolo per belle e cattive compagnie: l’importante è il grano e il potere, a qualcunque costo. Almeno sarebbe carino che non li finanziassimo noi con le nostre casse pubbliche nelle loro megalomanie….