La smentita di Tiscali circa un’operazione di finanza straordinaria con Chl, leader in Italia nel settore dell’e-commerce, non sembra aver sopito l’interesse del mercato sulle due società.
Nei giorni scorsi, infatti, alcune indiscrezioni stampa volevano i due gruppi vicini ad una partnership commerciale (comprensiva di scambio azionario) per sfruttare le loro competenze nel campo dell’e-commerce e dei servizi ad alto valore aggiunto. A rinfocolare le voci erano stati alcuni incontri tra l’azionista di riferimento di Chl, Federigo Franchi, titolare del 22,434% del capitale del gruppo e Renato Soru.
Alla base dell’accordo ci sarebbe stata l’intenzione di Tiscali di rafforzare la propria posizione sul mercato domestico, anche alla luce della recente operazione di cessione del 100% del capitale di Tiscali Uk al Gruppo Carphone Warehouse per un Enterprise Value di circa 255 milioni di Sterline. L’operazione di cessione della controllata inglese rientrava nel piano di ristrutturazione dell’esposizione debitoria del gruppo.
Il provider sardo aveva già siglato a metà luglio un accordo con Chl per la distribuzione dei prodotti e servizi di telecomunicazione. In base a tale accordo infatti Chl si era impegnata a promuovere e commercializzare presso tutti i propri punti vendita in Italia i servizi ed i prodotti della società sarda.
Che Tiscali voglia puntare sull’offerta di nuovi servizi è una notizia che potra’ essere confermata solo dal piano industriale del gruppo. Secondo recenti rumor la stessa Tiscali sarebbe intanto pronta a puntare sui servizi a banda larga per le imprese, compreso quindi l’e-commerce. Nel frattempo proseguono le manovre per l’aumento di capitale da 230 milioni di euro. All’aumento dovrebbe partecipare, oltre a Jp Morgan e Intesa Sanpaolo, anche l’azionista di riferimento Renato Soru con una quota pari a 30 milioni di euro.
Da segnalare infine il richiamo da parte della Consob che ha chiesto a Tiscali di rendere note alcune informazioni riguardanti l’indebitamento finanziario netto del gruppo che al 30 giugno risultava pari a 611,3 milioni di euro di cui 537 milioni di debiti bancari correnti. La posizione finanziaria non include la controllata Tiscali UK, ceduta al Gruppo Carphone Warehouse in data 3 luglio 2009. (CD)
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