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La procura in campo per Unicredit

Pubblicato: 05 ago 2009 da Ferry Boat

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Sotto ai riflettori Unicredit che, in queste ore, catalizza su di sé l’attenzione degli operatori di mercato soprattutto per i dati semestrali che evidenziano una ripresa.
Secondo alcune indiscrezioni stampa però, la banca, sarebbe anche al centro di un’inchiesta da parte della procura di Milano. Oggetto del dossier, aperto alcuni mesi fa, operazioni finanziarie volte ad eludere o a evadere il Fisco. In particolare l’operazione oggetto dell’indagine, denominata “Brontos” (da Brontosaurus), riguarderebbe alcuni prodotti finanziari, nello specifico pronti contro termine, commercializzati dalla sede di Milano di Barclays con alcune controparti che avrebbero beneficiato degli utili di una società veicolo del gruppo con sede in Lussemburgo.
Alla base dell’indagine alcuni documenti pubblicati dal sito del quotidiano britannico “The Guardian” a marzo, mese in cui era stato dato il via anche all’operazione.
Secco il “No comment” di Barclays alla notizia relativa alle indagini della procura, mentre Intesa Sanpaolo, altro istituto che sembrerebbe coinvolto e su cui potrebbero scattare delle verifiche, prende le distanze dall’operazione che vede il passaggio di denaro tra Italia, Regno Unito e Lussemburgo.
Secondo la GdF impegnata negli accertamenti, alla base di “project Brontos” non ci sarebbero “utilità economiche” ma “risparmi di imposta” (come riportato dal documento di Barclays nelle mani dei pm) su costi che non potrebbero altrimenti essere dedotti ma che andrebbero al contrario tassati per intero. Da Piazza Cordusio intanto è arrivata la conferma dell’intenzione a collaborare per far luce sui rapporti intercorsi con la banca inglese.
Ieri l’istituto guidato da Alessandro Profumo ha archiviato i primi sei mesi dell’anno con utili a 937 milioni di euro, in flessione rispetto ai 2,97 miliardi del 2008 ma superiori rispetto agli 880 milioni attesi dagli analisti.
Profumo ha inolte rimandato a settembre la decisione sui Tremonti bond, che servono ma, secondo quanto dichiarato dall’ad, “non sono indispensabili.” Rimandate a dopo l’estate anche le decisioni relative al dividendo. (CD)

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