I dati preliminari sul traffico nella rete di Autostrade per l’Italia fanno bene al gruppo Atlantia (che è concessionario di quelle tratte) ma sono anche un indicatore generale della situazione di tutto il Paese.
Fra luglio e agosto il traffico di veicoli leggeri è cresciuto del 2,2% sul bimestre luglio-agosto del 2008 e quindi ha sicuramente rimpolpato i bilanci di Atlantia che, infatti, oggi guadagna bene in Borsa (+2,88%). Complessivamente la crescita del traffico nel bimestre è stata dello 0,9% ma va comunque considerato che da inizio anno il saldo con lo stesso periodo del 2008 rimane negativo dell’1,6% (-1,2% se si considera che il 2008 era bisestile).
A questo punto è però necessario passare al trasporto merci che in Italia avviene ancora in massima parte sul gommato. I dati di luglio e agosto sono preoccupanti perché evidenziano un calo del traffico dei veicoli pesanti del 4,4% per questa voce e indicano quindi un’economia italiana in forte rallentamento.
Se poi gli italiani non sono potuti andare alle Maldive in aereo e hanno scelto di risparmiare con mete più vicine o magari di scoprire le meraviglie del Belpaese è un dato che può rallegrare fino a un certo punto. Secondo l’Associazione dei tour operator (Astoi) l’agosto del 2009 ha fatto registrare in base ai dati preliminari una flessione delle vendite fra il 10 e il 15% viene dunque da chiedersi se davvero la scelta dell’auto non sia stata più che altro una necessità. Nel resto dell’anno i dati sul traffico potrebbero dunque non essere lusinghieri quanto sono stati questa estate.
Ma torniamo ad Atlantia. Il gruppo ha di recente pubblicato i risultati del primo semestre che si è chiuso con una flessione dei ricavi dello 0,7% che è derivata soprattutto dalla flessione dei ricavi netti da pedaggio (-3,2% a 1,34 miliardi circa su 1,66 miliardi di euro complessivi). I risultati della gestione caratteristica (mol) e di quella operativa (ebit) hanno mostrato un calo ancora maggiore (dell’1,4 e dell’1,8% rispettivamente).
Il semestre si chiude tuttavia con utili in crescita da 367 a 385,7 milioni di euro grazie a diversi fattori (come la capitalizzazione di oneri finanziari per 27,21 milioni e proventi per attività cessate o destinate a essere cedute per 807 mila euro.
La situazione patrimoniale rimane ancora a rischio nonostante la società riesca a chiudere in utile, l’indebitamento finanziario netto è pari a 10,35 miliardi di euro a fronte di un patrimonio di 3,6 miliardi. Questo è possibile solo perché la situazione finanziaria di breve termine è ampiamente positiva per oltre 539 milioni di euro (a fronte di passività finanziarie correnti da 795 milioni circa ci sono disponibilità liquide ed equivalenti per 480 milioni e altre attività finanziarie correnti per oltre 854 milioni). Insomma il debito è tutto spalmato sul medio e lungo periodo. Nel breve infatti, come abbiamo visto, è dall’andamento del traffico sulle nostre autostrade che viene il pericolo.
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