
Passano un po’ in sordina i realizzi odierni sul titolo Edison. La società di Foro Bonaparte, dopo aver chiuso la seduta di venerdì con un rialzo del 4,32% oggi cede lo 0,91% a Piazza Affari muovendosi in controtendenza al mercato. In questi giorni però la multiutility, divisa tra un socio francese di peso come EdF e un pool di società italiane dei servizi guidate da A2A, ha fatto molto parlare di sé.
Per questo autunno era già previsto un dibattito sul riassetto della compagine azionaria: il primo sasso nello stagno lo ha gettato l’amministratore delegato di Enia Andrea Viero, che in molti ipotizzano come prossimo direttore generale della società che dovrebbe nascere dalla fusione tra la stessa Enia e Iride.
Viero ha annunciato entro un mese un progetto dei soci di industriali di A2A in Edison (Enia, Sel e Dolomiti Energia) per la valorizzazione delle rispettive partecipazioni nel gruppo di Foro Bonaparte. Come noto da tempo A2A cerca di salire dall’attuale 51% al 100% di Delmi, la società che divide con EdF il controllo di Transalpina e dunque di Edison.
Enia, con la propria quota del 15% di Delmi è il secondo socio italiano del gruppo dopo A2A ed è seguita da Sell e Dolomiti Energia che controllano il 10% ciascuna di Delmi. Nei mesi scorsi i soci avevano sempre rifiutato di cedere le proprie quote ad A2A a causa del forte calo delle borse che li avrebbe costretti a registrare delle pesanti minusvalenze, il recente recupero dei listini potrebbe però aver mutato lo scenario e già qualcuno oggi ipotizza uno spezzatino di Edison fra francesi e soci italiani. In realtà, al riguardo, EdF ha già chiarito di non apprezzare l’ipotesi, i diversi dossier sul tavolo potrebbero però portare a qualche novità. Il nucleare innanzitutto.
Come noto i progetti di introduzione del nucleare in Italia appoggiati dal governo prevedono una salda guida affidata a Enel ed EdF. I due big semipubblici hanno già sottolineato di volere avere un ruolo preponderante nei nuovi progetti, ma diverse indiscrezioni hanno evidenziato l’interesse di altri soggetti.
Se nel corso del fine settimana Eni ha chiarito di non essere interessata e il direttore generale di Finmeccanica Alessandro Pansa ha smentito i rumor su una cordata Ansaldo Nucleare Toshiba Westinghouse per il nucleare italiano, è difficile ignorare le parole dell’ad di Edison Umberto Quadrino che si è detto pronto a investire 4 miliardi di euro fra il 2015 e il 2025 per l’atomo italiano.
Si ha dunque l’impressione che tutte le utility che so lo possano permettere puntino ad avere un ruolo sulla futura fusione (nucleare) italica, anche quando non sono state invitate dai big statali all’impresa.
Le posizioni in Edison in questo contesto sono senza dubbio strategiche. Fra i soci è presente EdF che è già il principale partner di Enel per il futuro nucleare del Bel Paese; dall’altro lato ci sono soggetti come A2A ed Enia che vogliono dire la propria sull’argomento e partecipare al progetto. Viero ha già detto che Enia non si accontenterà in futuro di mantenere una partecipazione semplicemente finanziaria in Edison: il mercato è avvertito, atomo o meno si prepara un autunno caldo per il settore energetico.
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