
Alla fine il caso di AceaElectrabel e dei finanziamenti ottenuti dalla Repubblica Italiana nel 2002 per una rete di teleriscaldamento a Torrino Mezzocamino e per la costruzione di una nuova centrale è rimbalzato dall’Unione europea all’Italia.
In pratica Acea, secondo quanto sostenuto dalla corte si avvantaggerebbe di aiuti di stato per tramite della Regione Lazio usufruendo di troppi incentivi per diversi progetti: da qui la sospensione dei finanziamenti atti a favorire la riduzione delle emissioni di gas serra da parte della società.
Questo significherà il pagamento delle spese per l’intervento della corte lussemburghese e anche la rinuncia a introiti importanti dalla Regione Lazio per la riduzione delle emissioni di gas serra. la gestione dunque delle emissioni di anidride carbonica di impianti importanti come quello di Torrevaldaliga rimarrà in capo alla società capitolina.
Acea che vive da tempo una situazione complessa. Al riguardo è utile senz’altro ricordare la flessione della marginalità della società durante il primo semestre del 2009. I ricavi sono infatti cresciuti a 1,474 miliardi di euro, ma il margine operativo lordo ha subito una flessione da 291,4 a 270 milioni di euro per due fattori principali: l’aumento dei costi per il personale da 130 a 149,8 milioni di euro e il passaggio da proventi per 10,9 milioni a oneri consolidati per 1,33 milioni di euro per la gestione del rischio commodity.
Ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni in crescita hanno appesantito ulteriormente il conto economico che si è comunque chiuso con un utile da 58,6 milioni a fronte di un utile da 72,69 milioni di euro registrato nella prima parte del 2009.
Da notare anche la crescita del 21,1% dell’indebitamento finanziario a 1,97 miliardi di euro rispetto allo scorso dicembre fino quindi a oltre la consistenza del patrimonio netto (1,37 miliardi di euro) sicuramente peserà sulla gestione futura del gruppo. Una gestione che dovrà affrontare sicuramente sfide ancora molto importanti.
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