
L’inizio dell’autunno si è mostrato particolarmente caldo per il comparto auto. I primi segnali di ripresa devono infatti fare i conti, nel settore automotive, con gli effetti di quella che è stata la più grande crisi di questa industria dalla sua nascita. In Europa in questi giorni tiene banco il via libera di General Motors alla cordata Magna-Sberbank sul gruppo Opel. In questo modo la controllata tedesca di GM non solo passerà alla società canadese di componentistica creando anche un ponte verso la Russia, ma soprattutto potrà servirsi dei 4,5 miliardi di euro di prestito ponte promessi da Berlino. Proprio su questo finanziamento, che si inquadra nel contesto di un acceso confronto elettorale in Germania, Bruxelles ha deciso di portare l’attenzione nel corso del fine settimana.
Yves Leterme, ministro degli esteri del Belgio, ha sottolineato la necessità che i finanziamenti pubblici a Opel rispettino le norme europee per la concorrenza e ha cominciato una serie di incontri finalizzati all’analisi degli aiuti pubblici proibiti sempre più diffusisi sui vari mercati nazionali a seguito della crisi.
Nel frattempo, dopo i consistenti investimenti della Fiat nella produzione in Cina, si muove anche la prima casa tedesca delle quattro ruote, Volkswagen. In particolare la casa di Wolfsburg, secondo quanto riportato da Bloomberg, avrebbe deciso di investire fino a quattro miliardi di euro all’ombra della Grande Muraglia entro il 2011. La crescita del mercato cinese dell’auto ha infatti portato VW a vendere oltre 650 mila vetture soltanto nella prima metà del 2009 e adesso sicuramente in Germania vogliono prendere un ulteriore vantaggio su quel mercato sviluppando nuovi modelli.
Diverse sfide per il settore emergono dalle problematiche ambientali. Nel settore delle auto ibride la Prius, l’auto più venduta in Giappone, ha aperto la strada a nuove forme di riutilizzo dell’energia sviluppata dai motori nel mondo. Forse il nuovo memorandum d’intesa tra Magneti Marelli e Stmicroelectronics per lo sviluppo di componenti per motori ibridi ed elettrici anche in vetture di serie apre la strada alla risposta italiana alla leadership giapponese nel settore. Forse vantiamo delle posizioni di vantaggio nel campo delle emissioni, ma nel segmento delle auto ibride quello di Fiat pare senz’altro un inseguimento.
Un’altra frontiera aperta dalla crisi dell’auto è quella del mercato americano, dove il Lingotto ha potuto rilevare il 20% di Chrysler e punta a rimettere in sesto la compagnia forse studiando anche una nuova berlina di medie dimensioni che possa riposizionare la casa americana nel segmento più importante del mercato a stelle e strisce.
Intanto anche la Cina ha messo i piedi sul suolo americano con la promessa acquisizione di Hummer da parte di Tengzhong, società che però sta trovando diversi ostacoli in patria da parte delle amministrazioni locali che temono non riesca a far fronte alle promesse fatte e stanno paralizzando il merger. Comunque sia, è chiaro che, con nuovi linguaggi e - in qualche caso - nuovi soggetti, il mercato delle quattro ruote continua a girare. Quello che cambia, in molti casi, sono le posizioni.
Anteprima del commento