
Il settore assicurativo italiano è sotto stress come quello europeo, ma mostra anche delle caratteristiche peculiari che lo differenziano dal resto del Vecchio Continente. L’ultimo report di Moody’s, che ha messo un outlook negativo sulle assicurazioni italiane una settimana dopo aver fatto la stessa cosa in Germania, evidenzia proprio molte delle differenze fra le insurance company italiane e quelle degli altri paesi.
È vero che il mercato italiano mostra segnali di debolezza come gli altri, ma nel suo caso le compagnie del tricolore hanno provato di avere una maggiore resistenza del comparto a livello europeo grazie alla maggiore prudenza dimostrata negli investimenti e alla scarsa esposizione verso i prodotti di finanza strutturata rispetto agli altri paesi. Una gestione diversa - difficile dire se più tradizionale o lungimirante delle altre - che ha smorzato parzialmente gli effetti della crisi.
A complicare la vita degli assicuratori italiani intervengono, però, dei fattori di cambiamento strutturale che comprimono i margini delle compagnie. In Italia a partire dal 2007 sono state varate una serie di norme sul risarcimento diretto e sul divieto di esclusività nella distribuzione affidata agli agenti delle compagnie che sono tutte connesse alla legge Bersani del 2008 e che hanno incoraggiato la concorrenza, ma portato anche a una compressione dei margini delle assicurazioni.
Queste norme concorrenziali favoriranno inevitabilmente (ove non disattese) un incremento dei costi per la distribuzione a carico delle compagnie e quindi appesentiranno la gestione dei vari operatori. Il notevole incremento della sinistrosità ha poi pesato fortemente sul comparto dell’Rc Auto e il calo delle immatricolazioni ha fatto il resto. La critica congiuntura attuale ha poi aumentato le difficoltà di un settore in fase di ristrutturazione. L’elevata penetrazione dei concorrenti esteri nel nostro mercato ha messo infine sotto pressione i prezzi posticipando un intervento sulle tariffe che avrebbe potuto risollevare i margini (ma qualcuno potrebbe leggere questo come una dimostrazione del successo delle nuove norme in un’ottica di concorrenza).
Un nuovo incremento dei prezzi per il ramo danni dell’auto non potrà comunque avere effetti concreti prima del prossimo anno e quindi questa seconda metà del 2009 non potrà che essere ancora grigia. I prodotti della bancassurance, secondo diversi osservatori hanno registrato una brusca flessione per via della prevedibile preferenza delle banche distributrici per i prodotti propri in questo periodo di crisi e il fallimento di Lehman Brothers, nonostante la ridotta esposizione del mercato italiano, ha temporaneamente paralizzato il mercato delle polizze index-linked, sebbene adesso nuovi prodotti sembrino riuscire a riattirare il mercato.
In questo contesto difficile le prospettive su esposte sembrano perfettamente verificate da una piccola -ma in questo caso forse paradigmatica - compagnia come Vittoria Assicurazioni. Proprio stamane Vittoria ha abbassato gli obiettivi per il 2009 rispetto alle stime precedenti. Sia i premi del ramo danni che del ramo vita risultano compressi e il rapporto sinistri su premi rami danni cresce dal 70,3% delle stime al 72,6% ora previsto mentre l’utile viene proiettato a soli 17,6 milioni di euro contro i 30,2 precedentemente programmati. Le cause? L’andamento tecnico del settore auto e gli effetti del Decreto Bersani. Insomma la situazione del settore è questa e probabilmente per tutto quest’anno e forse per parte del prossimo le compagnie dovranno lottare per riadattarsi alle mutate condizioni di mercato. La sensazione che però, per certi versi, la fase di passaggio attuale rafforzi l’industria assicurativa è difficile da cancellare, anche se forse sarebbe stato meglio cambiare in un periodo diverso da quello attuale.
Parocbuoi.com
19 set 2009 - 15:40 - #1Credo che si riprenderanno molto presto