Saras: 2009 difficile e il mercato vende dopo la trimestrale

pubblicato: martedì 10 novembre 2009 da riva in: Azioni Italia Energy Saras

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Il mercato reagisce con le vendite alla pubblicazione dei dati trimestrali di Saras e penalizza il titolo della compagnia di raffinazione della famiglia Moratti con un ribasso del 4,3% a 2,11 euro. D’altra parte i dati pubblicati dal gruppo sono preoccupanti anche se bisogna osservare che, almeno nel caso di Saras, oltre a fattori di mercato come la forte riduzione dei prezzi dei prodotti petroliferi e il calo della domanda che ha compresso i margini di raffinazione, hanno pesato anche elementi di natura straordinaria come un tragico incidente in una raffineria e una serie di imprevisti che hanno causato dei rallentamenti e appesantimenti della catena produttiva del gruppo.

La fotografia di Saras e delle sue performance alla fine del terzo trimestre mostra comunque una forte flessione di tutti i principali indicatori del conto economico: il confronto con il terzo trimestre del 2008 rivela infatti una flessione del fatturato del 43% a 1,41 miliardi di euro, dell’ebitda del 127% fino a un rosso di 17,1 milioni di euro. Nel trimestre si registra una perdita operativa di 65,5 milioni di euro (-399%) e un risultato negativo per 49,6 milioni di euro.

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L’andamento del mercato non favorisce in generale la marginalità dei raffinatori. Nel terzo trimestre del 2008 il diesel veniva scambiato in media a 1078 dollari per tonnellata: il corrispettivo periodo del 2009 lo valutava 567 dollari a tonnellata. La società spiega anche nel comunicato che illustra i risultati trimestrali che l’insolita debolezza di Saras rispetto al margine EMC (ossia al margine medio di raffinazione di un impianto di media complessità nel Mediterraneo che nell’ultimo trimestre è addirittura scivolato in rosso) è derivata dal basso differenziale tra diesel e olio combustibile e dalle forti perdite di conversione legate al ciclo di investimenti effettuati.

In effetti nei primi nove mesi del 2009 gli investimenti di Saras hanno raggiunto i 252,3 milioni di euro contro i 175,4 milioni di euro dei primi nove mesi del 2008. Soltanto nel terzo trimestre 2009 la società ha investito 70 milioni di euro. Tuttavia va ricordato che il potenziamento degli impianti e della capacità di conversione, stella polare delle manovre di sviluppo illustrate dal management in vista dell’auspicata ripresa del 2010, dovrà ancora confrontarsi con la cattiva congiuntura in corso. Per salvaguardare i dividendi per gli azionisti, i principali progetti di crescita previsti per il 2010 sono stati spostati di un anno o di un anno e mezzo, con il rischio che la compagnia si presenti in maniera meno brillante del previsto all’appuntamento con il recupero della domanda. Per qualche mese almeno è insomma probabile che il gruppo continui a soffrire in attesa di un miglioramento della congiuntura.

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