Yoox scommette sul mercato

pubblicato: lunedì 16 novembre 2009 da riva in: Le debuttanti - IPO Azioni Italia

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Yoox sarà probabilmente l’unica matricola dello Star del 2009 e invierà dunque dal settore moda un segnale positivo al mercato. Il gruppo fondato da Federico Marchetti nel 2000 già distribuisce i propri prodotti in oltre 50 paesi del mondo e conta su un portafoglio di marchi di primo piano (Marni, Armani, Diesel, Valentino e Miss Sixty per esempio). L’anima della società che aiuta le case di moda a vendere on line in tutto il mondo è divisa tra i due siti Yoox.com e Thecorner.com, quest’ultimo nato nel 2008 e finalizzato a creare per le fashion house un negozio virtuale del brand decorato secondo il suo stile.

I dati del gruppo a fine 2008 rivelano ricavi netti in crescita del 48% a 101,5 milioni di euro e anche il primo semestre 2009 ha visto una crescita notevole del giro d’affari (+47%): ulteriori conferme dovrebbero presto giungere dalla terza trimestrale. Soltanto nella prima metà di quest’anno il gruppo ha registrato una media di 4 milioni di visitatori per il settore multimarca e di 2 milioni di visitatori per la linea monomarca. Si tratta di cifre che stanno gradualmente costringendo tutto il settore e guardare con occhio nuovo alle possibilità offerte dal web.

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Prima della quotazione Yoox mostra un azionariato molto diviso tra Balderton Capital I (23,1%), Nestor 2000 (22,6%), Kiwi II Ventura Servicos de Consultadoria (16,1%), Kiwi I Ventura Servicos sa Em Liquidacao (8,6%), Essegi (5,9%) e Red Circle srl Unipersonale (5,1%). Il fondatore Federico Marchetti ha una quota del 9,8 per cento. L’offerta al mercato prevede la vendita di 24.330.703 titoli complessivi di cui un 10% provenienti da un aumento di capitale e il resto messo sul mercato dai soci. I principali venditori sono proprio i fondi azionisti che probabilmente vogliono liquidare l’investimento effettuato e complessivamente tutta la compagine azionaria attuale, Marchetti compreso, dovrebbe ridursi al 38,9% del capitale sociale dopo l’offerta rendendo in pratica contendibile la società. Previste opzioni di over allotment e green shoe che coprono un 15% dell’offerta ciascuna. Il fondatore della società ha dichiarato di attendersi, con la quotazione, una maggiore visibilità che consenta anche di raggiungere manager e tecnici di alto profilo da potere inserire negli organici. Pubblicità dallo sbarco in Borsa, insomma, anche se, con il 61,1% del gruppo messo sul mercato in fase di collocamento, c’è il serio rischio che alla fine queste assunzioni le faccia qualcun altro.

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