Eutelia: ok delle banche a congelamento del debito è urgente

pubblicato: martedì 17 novembre 2009 da riva in: Telecomunicazioni Azioni Italia

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Eutelia rischia di diventare più un caso di cronaca che di borsa. La società ha infatti fatto parlare di sé da mesi più per le sorti dei propri ex dipendenti del settore IT finiti in Agile ora ribattezzata Omega, che per le proprie strategie. Di recente anche l’ingresso dell’ex amministratore delegato Samuele Landi in uno stabilimento con dei collaboratori per scongiurare l’occupazione da parte di alcuni operai ha finito per complicare le cose. Sempre di recente Tommaso Pompei si è dimesso dal consiglio di amministrazione per incompatibilità con altre cariche.

Nel frattempo Eutelia si trova nella black list della Consob a causa di una situazione patrimoniale molto a rischio. L’accordo di stand still con le banche per il congelamento del debito fino alla fine del 2010 non è ancora approdato a un assetto definitivo. La previsione di un aumento di capitale da 20 milioni di euro per l’anno prossimo può essere un utile pungolo, ma il via libera delle banche, dopo la violazione dei covenant sul debito è tuttora una condizione imprescindibile se si vuole evitare un default della società.

Allo scorso 30 settembre il conto economico dei tre mesi precedenti evidenziava ricavi da 71,7 milioni di euro a fronte dei 100,19 milioni del terzo trimestre 2008. Il conto sui nove mesi indicava invece una flessione da 319,2 a 245 milioni di euro. II costi per il personale risultano scesi notevolmente sicuramente grazie alla vendita degli asset IT che ha portato a un alleggerimento della struttura della società innegabile almeno dal punto di vista della struttura dei costi. Il rosso del terzo trimestre 2008 era di 25,5 milioni di euro, il rosso dell’ultimo trimestre è di 2,5 milioni di euro.

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La posizione finanziaria è in netto miglioramento a 48,8 milioni di euro, ma è ancora troppo rispetto al margine operativo lordo da 13,9 milioni. Le covenants sui prestiti erogati da Centrobanca richiedono infatti un rapporto pfn/mol di 2 e quelle sui prestiti di Antonveneta di 3. Da qui l’urgenza di trovare un accordo su queste esposizioni che le banche potrebbero reclamare da subito.

A complicare ulteriormente le cose si sono poi messe le lungaggini nella cessione di un immobile da 24,5 milioni di euro a Roma che sarebbe importante per la società ma che è slittata dalla data originale del 15 ottobre a causa di problemi con il mutuo acceso dalla società acquirente con Intesa Sanpaolo.

In questo contesto i legami con Omega non sembrano affatto rescissi tanto che il gruppo Eutelia ha deciso di accantonare 13,4 milioni di euro per cautelarsi da effetti indiretti provenienti per esempio dal mancato pagamento delle esposizioni tributarie in capo alla stessa Omega.

A fronte di un patrimonio netto ormai ridotto a 29 milioni di euro il gruppo ha passività correnti per 267 milioni di euro e una liquidità di appena 10,7 milioni di euro. Sicuramente i passi avanti compiuti sono notevoli, tuttavia, senza un rapido accordo con le banche la situazione del gruppo Eutelia, anche al netto delle attività IT cedute con i correlati dipendenti, risulta davvero critica.

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