
Continua il collocamento di Yoox che si prepara a sbarcare a Piazza Affari. L’offerta partita il 16 novembre 2009 dovrebbe terminare il prossimo 30 novembre 2009. Per il titolo è stata proposta una forchetta di prezzo tra i 3,6 e i 4,5 euro ad azione. Si tratta di valutazioni che indicano un rapporto ev/ebitda (enterprise value su margine operativo lordo) compreso tra 24,6 e 30,2 e una valutazione p/e (price/earnings) compresa tra 63,4 e 79,3 volte. In pratica il capitale economico della società viene valutato tra i 152,4 e i 180,5 milioni di euro. Così a occhio i multipli sembrano un po’ generosi in assoluto e relativamente ai competitor.
Sul prospetto si parla di ASOS, società del settore quotata a Londra a cui viene attribuito un ev/ebitda di 18,6 e un p/e di 31. Forse abbiamo sbagliato a fare i conti insieme al sito specialistico Infinancials e agli analisti di Auerbach Grayson & Co., Inc. ma ci sembra che i multipli siano inferiori per questo concorrente.
Soprattutto però ci stupisce nel prospetto il confronto con Amazon e Blue Nile: l’una vende libri (35,4 e 64,6 di ev/ebitda) e l’altra diamanti (34,8 e 48,6). Si potevano senz’altro prendere esempi meno generosi nel comparto dell’e commerce e più affini per area di attività. Oltretutto alla fine dell’operazione la media dei tre peer è in pratica assai inferiore, almeno in termini di price/earnings, al multiplo minimo proposto dall’emittente di 63,4 (la media è di 48,1).
Certo i risultati incoraggiano un’offerta a prezzi elevati visto che i ricavi sono cresciuti nei primi nove mesi del 2009 - quindi in piena crisi - del 48,8 per cento a quota 106,7 milioni di euro. Le altre voci del conto economico sono più che raddoppiate rispetto all’anno precedente (utile nei nove mesi a 2,8 milioni di euro) e l’indebitamento si è in pratica dimezzato a 5,6 milioni di euro.
Il fatto che poi venga messo sul mercato il 55% della società con il fondatore che dal 9,8% scende al 4,8% del capitale dà un po’ l’impressione di una liquidazione dell’investimento da parte di alcuni dei soci. D’altra parte la società è piccola e le azioni messe in vendita potrebbero portare in cassa fino a 104,6 milioni di euro su una capitalizzazione complessiva massima di poco meno di 227 milioni di euro.
La crescita impetuosa del gruppo impone d’altra parte la ricerca di capitali e già in passato nuovi soci hanno finanziato il gruppo. Il circolante netto è passato dai 9,8 milioni di euro del 2006 ai 18,5 milioni del primo semestre 2009. Contemporaneamente l’indebitamento finanziario si è decuplicato dal 2006 ai 13,9 milioni di fine 2008 e solo nuovi capitali apportati dai soci hanno consentito di riportarlo ai 5,6 milioni di euro dello scorso settembre. Soci di peso come Balderton Capital I (23,1%), Nestor 2000 (22,6%), Kiwi II Ventura Servicos de Consultadoria (16,1%) e Kiwi I Ventura Servicos sa Em Liquidacao (8,6%) prendono la palla al balzo per liquidare parte degli investimenti fatti.
Di certo le prospettive di questa nuova e promettente società sembrano incoraggianti e la crescita degli ultimi tempi lo dimostra, anche se ha richiesto molti sacrifici. Sacrifici che in parte adesso vengono reindirizzati sul mercato chiamato decidere delle prospettive della società fondata da Federico Marchetti soltanto nel 2000 e che già fattura più di 100 milioni di euro.
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