Mps accelera sulle cessioni, ma pesano i crediti a rischio

pubblicato: mercoledì 25 novembre 2009 da riva

mps monte dei paschi di siena mussari crediti in sofferenza incagli mercato tassi di interesse andamento borsa cessione sportelli cariparma carige barclays credit agricole intesa sanpaolo cessione immobili strumentali risultati

Il gruppo Mps accelera sulla via della tormentata cessione dei 135 sportelli che per ragioni di Antitrust e di patrimonializzazione deve vendere. La scadenza dell’operazione è ormai prossima e non sembra procrastinabile (almeno per il momento) la data del 31 dicembre. I 50 sportelli toscani che interessavano anche ad altri investitori sembrano ormai prenotati da Banca Intesa, anche se la banca senese non rilascia ancora nessuna dichiarazione ufficiale sul dossier.

Stamane Il Sole 24 Ore rivela che il prezzo medio della cessione sarebbe di circa 4 milioni a sportello, ma anche che delle 135 agenzie che il gruppo deve cedere per questioni di Antitrust solo 80-85 sarebbero già pronte per la vendita. La banca senese potrebbe insomma non rispettare i termini dettati dall’Authority nonostante per gran parte delle agenzie in questione si stia già procedendo. Come noto il gruppo britannico Barclays ha già manifestato l’intenzione di crescere sul nostro territorio e gli sportelli di Mps gli hanno fatto gola tanto da spingerlo a dichiarare un interesse per tutto il pacchetto.

Secondo indiscrezioni di stampa l’offerta si aggirava su una valutazione media di 3 milioni a sportello contro i 5 chiesti da Mps che ha già ottenuto 4,9 milioni di euro a sportello dalla Banca Popolare della Puglia e della Basilicata. Un ruolo di primo piano nelle trattative è sicuramente giocato però anche da Cariparma (gruppo Credit Agricole) che sarebbe interessata a una quarantina di sportelli e concorrerebbe quindi con gli inglesi. Più incerto il ruolo di Carige, che già in passato ha manifestato un certo interesse per l’acquisizione di alcuni sportelli di Mps.

Queste manovre porteranno dunque circa 420 milioni di euro in cassa al gruppo guidato da Giuseppe Mussari che ha anche previsto cessioni di immobili strumentali per 1,7 miliardi di euro e l’incasso di 1,9 miliardi di euro via Tremonti Bond. D’altra parte gli effetti sistemici e specifici della crisi sul bilancio del gruppo si vedono. Gli utili della banca nei nove mesi sono scesi a poco più di 401 milioni di euro perdendo circa il 40% sul dato di un anno prima. Gran parte dei danni dipende non dalla riduzione dei volumi che anzi hanno registrato una notevole crescita in termini di raccolta diretta e indiretta (in particolare nell’ultimo trimestre la raccolta diretta è cresciuta del +9,4% e quella indiretta del 9,3%), ma dai bassi tassi d’interesse che “fustigano” la redditività degli impieghi di questa e di altre banche comprimendo margine di interesse e margine di intermediazione del gruppo che sono scesi del 6 e del 9% rispettivamente (a 2,74 e a 4,17 miliardi di euro).

Il fronte dell’economia reale non presenta, però, minori difficoltà anche perché i dossier scottanti, pure fra le quotate, sono diversi: basti pensare ai casi di Eutelia e di Risanamento a titolo di esempio. In generale dalla fine del 2008 allo scorso 30 settembre i crediti in sofferenza netti sono passati dal 2,49 al 3,04% dei crediti verso la clientela e gli incagli netti sono cresciuti dall’1,77 al 2,35% dello stesso aggregato. Già Monte dei Paschi di Siena partiva da percentuali più alte rispetto ad altri gruppi bancari, adesso la crisi rischia di complicare le cose. Da evidenziare anche le svalutazioni sui derivanti dal deterioramento dei crediti che hanno un impatto da 1,037 miliardi di euro contro i 641,2 milioni di euro del settembre 2008. Forse anche per questo la direzione commerciale corporate ha registrato impieghi in calo dello 0,7% su base annua. In generale bisogna anche ricordare che gli obiettivi del gruppo in termini di patrimonializzazione sono rassicuranti e che fra cessioni e Tremonti Bond si dovrebbe arrivare a un tier 1 ratio del 7,6% quindi a una solidità patrimoniale soddisfacente. Il nodo per il futuro sembra piuttosto la redditività del gruppo: la crescita dei volumi trattati in generale e anche delle attività della bancassurance in particolare lasciano però sperare in un buon 2010.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi 0 commenti

Inserisci per primo un commento a questo articolo.

PUBBLICITÀ
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento

Network Blogo