
Il gruppo Snai vive un periodo senz’altro intenso. L’ultima novità riguarda il nuovo piano urbanistico di Milano che congelerebbe i piani di riqualificazione delle zone dell’ippodromo di Milano di cui la stessa Snai è proprietaria. Secondo quanto riportato da MF (e non smentito dalla società che preferisce non commentare la vicenda) il gruppo aveva l’intenzione di portare fuori dalla città queste attività che comprendono anche le piste di allenamento per avvantaggiarsi anche di un clima più salubre per i cavalli. Ovviamente questo avrebbe permesso al gruppo di trovarsi con un’ampia area immobiliare potenzialmente molto redditizia, ma il nuovo piano urbanistico cittadino sembra non volere cambiamenti.
Si tratta però soltanto dell’ultimo dossier aperto da una società che presto potrebbe registra un ingresso dei fondi Bridgepoint Capital Limited e Axa Private Equity Europe nel proprio capitale. Il management guidato dal presidente Maurizio Ughi sta infatti analizzando l’offerta vincolante dei due fondi sulla quale, per il momento vige il massimo riserbo, anche se, secondo indiscrezioni, solo il business delle scommesse sportive, che è anche quello più importante del gruppo, sarebbe oggetto dell’offerta.
Nel frattempo Snai ha anche previsto per il 2013 un fatturato che dovrebbe raggiungere i 2,8 miliardi di euro partendo da 2 miliardi nel 2010 con un ebitda che, nello stesso periodo dovrebbe passare, da 125 a 170 milioni di euro. Ma qual è la situazione della società oggi?
Il gruppo ha chiuso l’ultimo trimestre con una perdita da 6,74 milioni di euro in netto miglioramento rispetto al rosso da 21,9 milioni di euro del terzo trimestre del 2009. La crisi sembra davvero incoraggiare le scommesse visto che anche in questo periodo i ricavi sono stati la vera spinta al conto economico con una crescita da 106 a 115 milioni di euro. Ammortamenti e oneri finanziari sono la vera difficoltà della società: i primi pesano ancora per 12,92 milioni di euro (ma erano 31,4 milioni nel terzo trimestre 2008) e i secondi per 8,8 milioni di euro (10,4 un anno fa).
Gli oneri collegati al debito da 275 milioni di euro sono probabilmente il vero motivo della ricerca di un partner finanziario, anche se il rispetto dei covenant (ebitda a 66,9 milioni a fine anno con 66 milioni di euro già accumulati a fine terzo trimestre). In ogni caso il patrimonio netto del gruppo è di 294,6 milioni di euro e quindi la situazione sembra gestibile anche se la dinamica dei flussi di cassa collegati all’attività finanziaria e agli investimenti mostra delle criticità con un flussi di cassa complessivi in calo da 49,3 a 43,4 milioni di euro (confronto fra il 30 settembre 2009 e il 30 settembre 2008).
Complessivamente gli investimenti prevedibili nel medio periodo richiederanno al gruppo delle risorse che ancora la redditività dell’azienda non consente e quindi l’iniezione di nuovi capitali si rende utile a mantenere la politica di espansione che Snai comunque sta perseguendo in un mercato sempre più competitivo. Le sfide non mancano, per questo l’appuntamento con i fondi e le condizioni che questi potranno offrire a un azionariato già molto frammentato saranno sicuramente il catalyst più importante dei corsi di Borsa.