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Astaldi: le tensioni finanziarie non sono preoccupanti

Pubblicato: 07 dic 2009 da Ferry Boat

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È assolutamente normale che la situazione patrimoniale di un gruppo come Astaldi, con un debito di oltre 495 milioni di euro a fronte di un patrimonio netto di 352,5 milioni di euro, sia tenuta sotto controllo dal mercato. Quindi le voci di un prossimo aumento di capitale da 150-200 milioni di euro è altrettanto normale che abbiano scosso un poco il titolo della società delle grandi infrastrutture ferroviarie e stradali. Il management ha confermato di aver ricevuto diverse proposte in questo senso dagli istituti di credito, ma non è parso preoccupato dal dossier.

Se si guardano i risultati dell’ultima trimestrale pubblicata meno di un mese fa, tutto appare però ancora sotto controllo. Il rapporto debt/equity è sceso dall’1,46 di giugno all’1,39 di settembre; la liquidità copre ampiamente il debito finanziario netto corrente e i flussi di cassa appaiono adeguati. Il problema potrebbe essere quindi quello di un’ottimizzazione della gestione finanziaria, ma il gruppo non appare certo in una situazione di emergenza, anche se è comprensibile che la forte crescita degli ultimi tempi, battendo le attese del gruppo, possa aver creato delle tensioni sul finanziamento delle necessità operative immediate.

Il gruppo Astaldi ha di recente aperto tre nuovi fronti commerciali in Polonia, Cile e Perù e incrementato di 1,9 miliardi di euro il proprio portafoglio ordini. Nuovi progetti come una implementazione del business delle concessioni si aggiungono ai successi già raggiunti quest’anno e per questo Astaldi stima di battere le proprie stime sulla crescita dei ricavi, dell’ebit e dell’utile netto a fine 2009. Sebbene ormai il 54,4% dei ricavi provenga dall’estero (con mercati ormai storici come quello venezuelano, quello rumeno, turco, mediorientale e algerino) anche in Italia Astaldi partecipa ai più grandi progetti di infrastrutture di trasporto (Tav Bologna Centrale, il nodo ferroviario di Torino, la Linea 5 della metropolitana di Milano e la 6 di quella napoletana sono alcuni dei progetti in corso). Circa quattro quinti del giro d’affari derivano direttamente dalle grandi opere per i trasporti che si confermano l’area di attività principale del gruppo.

Un anno fa Astaldi aveva realizzato nei nove mesi ricavi per circa 1 miliardo di euro contro gli 1,4 miliardi del 2009, a fronte di questa crescita impetuosa l’utile netto ha registrato una piccola flessione della marginalità sul giro d’affari dal 3 al 2,9% nonostante l’ebit margin sia cresciuto dall’8,5 all’8,6% del fatturato. Si nota così che il peso degli oneri finanziari è passato dal 3,5 al 3,7% aumentando dunque in maniera più che proporzionale (da 38 a 52 milioni di euro in valore assoluto). Una maggiore tensione finanziaria in qualche maniera dunque si avverte e le nuove grandi commesse della società potrebbero approfondirla, in ogni caso, però, la situazione appare ancora decisamente sotto controllo e il management ha tutto il tempo per fare qualche aggiustamento alla struttura finanziaria di Astaldi nel modo più conveniente.

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