
Sicuramente a Finmeccanica e alla sua controllata AnsaldoBreda gli 1,5 miliardi di euro che Ferrovie dello Stato potrebbe spendere per 50 nuovi treni ad alta velocità farebbero bene. Probabilmente anche il 2009 sarà in rosso per la società che fa treni per Finmeccanica: il pareggio operativo del 2008 è stato quindi una tappa importante ma non risolutiva.
Per questa importante gara indetta dalle Fs il gruppo si è alleato con Bombardier, un colosso globale del settore aereo e ferroviario con sede a Berlino che è riuscito a lanciare al record dei 380 chilometri orari i vagoni del suo Zefiro in Cina. Il know how quindi non manca di certo ad Ansaldo. Il nuovo treno, se batterà i concorrenti franco-italiani di Ntv (la società con Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle che compra i treni dalla francese Alstom) e tedeschi di Siemens, produrrà comunque un treno tutto italiano. I successi sulla tratta Roma-Milano incoraggiano il settore, anche se la Tav procede ancora tra mille difficoltà fra la recente riapertura delle proteste della Val Susa da un lato e la prevista attivazione delle tratte Bologna-Firenze e Milano-Novara entro il 13 dicembre.
L’occasione per AnsaldoBreda, rimane quindi ghiotta, senza considerare le prospettive future e internazionali di una società che ha registrato quest’anno un calo degli ordinativi e una inattesa rinuncia alla gara già vinta per la metropolitana di Los Angeles per le eccessive richieste delle attività di controllo.
Se ora Ansaldo si aggiudicasse la gara, afferma Il Sole 24 Ore di oggi, i 279 licenziamenti e i 300 cassa integrati già previsti dal gruppo potrebbero saltare. Si tratta di una posta alta per un governo alle prese con i gravi problemi della disoccupazione nel Bel Paese, una posta forse più alta di quanto non impatti poi AnsaldoBreda con i suoi 800 milioni di euro in possibile notevole incremento su un gruppo da 15 miliardi l’anno e oltre come Finmeccanica e quindi sul bilancio dello Stato che la controlla.
Comunque per Finmeccanica un ordine per 50 treni da un miliardo e mezzo di euro (da dividere però con Bombardier) alla AnsaldoBreda sarebbe un ottimo affare visti appunto gli ordinativi in calo e i bilanci ancora in rosso. Le attività del gruppo guidato da Pierfrancesco Guarguaglini spaziano certo in business anche diversissimi tra loro e quindi possono risentire delle commesse per gli elicotteri statunitensi del presidente Barack Obama o dell’andamento dei telefonini della Nokia che impatta su Stm di cui Finmeccanica è uno dei maggiori azionisti: quindi le attività di AnsaldoBreda sono una goccia nel mare. Il mercato dei treni e le attività di segnalamento di Ansaldo Sts (che a differenza di AnsaldoBreda è quotata) sono però aree di business interessanti e in evoluzione su scala globale, sebbene difficili da gestire.
Il gruppo Finmeccanica, come noto, ha portato il suo debito finanziario netto a 5,2 miliardi di euro dai 2,7 di fine 2008 a causa della impegnativa acquisizione della statunitense Drs che ha fatto passare gli oneri finanziari di Finmeccanica dai 25 milioni dei primi nove mesi del 2008 ai 230 milioni dello stesso periodo di quest’anno. Tanto che, nello stesso periodo, il fatturato è cresciuto sì del 18% a oltre 12 miliardi, ma l’utile netto è sceso del 6 per cento. Il portafoglio del gruppo è solido (casi americani a parte), e i mezzi propri sono ampiamente sufficienti a coprire le esposizioni con un rapporto debt/equity inferiore all’unità. La liquidità è in crescita nonostante i forti investimenti e copre un free operating cash flow ancora negativo sebbene in miglioramento. I treni da non perdere per Finmeccanica sono dunque assai più di cinquanta.
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