Niente di ufficiale, ma di certo le nuove ipotesi sul futuro di Citylife in Borsa si sentono. Stamane il quotidiano MF ha infatti tirato fuori un’ipotesi molto verosimile che sui corsi di Fondiaria Sai e Impregilo già si sente con ribassi dell’1,21% e dello 0,43% rispettivamente.
Il teorema sarebbe questo: Impregilo compra il 25% di Citylife da Ligresti (Fondiaria Sai-Milano Assicurazioni) e rilancia il progetto alleggerendo anche un po’ del debito del costruttore. Attualmente Ligresti avrebbe spalmato tra i suoi vari gruppi debiti per circa 900 milioni di cui quasi la metà alle stesse banche che hanno in pegno le azioni di Citylife. Si tratta dei soliti grandi: Unicredit, Intesa e Popolare di Milano che ora potrebbero chiudere il cerchio e rilanciare il progetto che vuole costruire tre grandi grattacieli al posto della vecchia Fiera di Milano.
Citylife avrebbe attualmente un debito di circa 500 milioni di euro, ma sembra che i costi del progetto possano lievitare fino a 1,5 miliardi di euro. La gara indetta dalla quotata Fiera Milano fu aggiudicata nel 2004 dalla cordata Citilife per 523 milioni di euro e sembra che la valutazione degli immobili oggi si aggiri su una media 8 mila euro al metro quadro. Così almeno ha detto Antonio Talarico, numero uno di Immobiliare Lombarda lo scorso aprile, difendendo dei prezzi che le prenotazioni confermerebbero come sostenibili. Poco dopo, a maggio, Claudio Artusi è diventato il nuovo amministratore delegato di Citylife lasciando la stessa carica ricoperta prima in Fiera Milano. Ma oggi City Life di chi è?
I soci, oltre ai Ligresti, sono Generali, Allianz e Lamaro Appalti, la società della famiglia Toti. Sicuramente l’operazione è complessa e
viene impostata appena quattro anni prima del termine per la chiusura dei lavori previsto per il primo trimestre del 2014 e su un’area di 255 mila dei 440 mila metri quadrati attualmente occupati da Fiera Milano. Dei vantaggi però per gli azionisti ci sono. Si permetterebbe, infatti, a Ligresti di mantenere una presa indiretta su Citylife tramite la sua quota in Impregilo e gli si consentirebbe di alleggerire una quota importante del proprio debito. Le pressioni dei Benetton per un aumento di capitale di Impregilo diventerebbero più leggere, anche se il quarto attuale del progetto in mano a Fondiaria Sai tramite Immobiliare Lombarda si diluirebbe notevolmente. Il progetto però si avvantaggerebbe delle competenze di Impregilo e probabilmente di un prossimo aumento di capitale. Le incognite, su tempi e costi, rimarrebbero, con in più qualche incertezza dovuta alle varie possibili sanzioni a Impregilo su casi come quello del termovalorizzatore di Acerra e dell’Alta Velocità fra Bologna e Firenze.
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