
Standard&Poor’s ha messo sotto osservazione con orientamento negativo il debito di lungo periodo (rating A-) del Banco Popolare e chiesto un incontro con il management per discutere delle strategie finanziarie della banca nel futuro. Soltanto lo scorso 2 novembre Fitch aveva fatto praticamente la stessa cosa adducendo, in pratica, le stesse motivazioni.
Il problema rimane quello di Banca Italease e delle prevedibili difficoltà che il Banco Popolare incontrerà nel gestire circa 4,9 miliardi di euro di crediti deteriorati legati principalmente a grossi contratti immobiliari. Gli analisti delle agenzie di rating vorrebbero ben capire come il Banco Popolare gestirà quest’operazione. Come noto per Italease, che con le sue perdite ha superato un terzo del proprio capitale, è stato predisposto un aumento di capitale da 1,2 miliardi di euro e una scissione profonda che prevede la formazione di una vera e propria bad bank dal nome di Release che assorbirà sofferenze nette per 4,1 miliardi di euro (lordi per 5 miliardi) e debiti verso banche e altre passività per 4,1 miliardi di euro.
La bad bank sarà all’80% di Italease, che oggi fa appunto parte del gruppo Banco Popolare, e per il 20% di alcune altre banche. Nel proprio report Fitch evidenzia che le coperture di asset svalutati equivalgono a circa il 70% dell’equity del Banco Popolare e quindi suona una comprensibile nota di preoccupazione. La stessa agenzia conferma la buona qualità degli asset sottostanti i leasing in questione, ma ricorda che, fino alla vendita di queste attività, i realizzi rimangono incerti e le esposizioni eccessive in proporzione ai mezzi propri del gruppo che dovrebbe coprirle.
Al lavoro su questi problemi è un ottimo management che promette buoni risultati e anche l’arrivo di 1,45 miliardi di euro in Tremonti bond dovrebbe dare sollievo alla quarta banca d’Italia. Qualche dubbio però rimane e la liquidità necessaria a finanziare le varie manovre, coprire il Banco Popolare dai rischi anche futuri e garantire una corretta operatività è molto tirata. Il nuovo aumento di capitale di Italease prevede l’emissione di azioni per 71,2 centesimi a titolo contro corsi della banca del leasing che oggi scivolano a 73 centesimi assottigliando ulteriormente lo sconto e l’appetibilità dell’offerta proposta al mercato. Oltretutto anche la congiuntura porta i suoi autonomi danni al Banco Popolare: per la maggior parte delle banche i bassi tassi d’interesse riducono, infatti, la redditività degli impieghi e comprimono il margine d’interesse. Il margine finanziario del Banco Popolare flette, infatti, dell’11,7% a 1,58 miliardi di euro e le commissioni nette scendono dell’8,6 per cento. Le incertezze sono e restano numerose, dunque.
Se tutti riconoscono una certa abilità mostrata dal Banco nel gestire questa difficile situazione, di certo l’affaire Italease negli ultimi anni ha creato grossi problemi e ora richiede un impegno forse persino superiore alle forze del gruppo. I Tremonti bond daranno sicuramente fiato alla situazione patrimoniale: il 2010 sarà comunque un anno difficile.
lukaas
26 dic 2009 - 22:31 - #1ma non vi rendete conto che questa bolla sta per scoppiare? non riguarda solo il banco popolare, ma tutto il sistema bancario. il debito pubbllico continua ad aumentare; le sofferenze bancarie stanno per sommergere le banche stesse; si continua a procastinare una operazione che farà implodere tutto questo in tempi rapidissimi. Ascoltate anche chi fa “il catastrofista” esperto in materia. Vedrete…
klausxXx
27 dic 2009 - 18:34 - #2Molto interessante