Il petrolio pare essersi stabilizzato al di sopra dei 70 dollari al barile, del resto l’Opec, dopo aver lasciato recentemente invariato il totale delle quote di produzione a 24,825 milioni di barili al giorno, ha dichiarato di essere soddisfatto di un livello di prezzo compreso tra 70 ed 80 dollari al barile. I metalli industriali mostrano segnali positivi, in particolare il nichel, il rame e l’alluminio. La World Steel Association ha comunicato recentemente che la produzione mondiale di acciaio grezzo calcolata su 66 paesi è salita a novembre 2009 del 24,2% rispetto a novembre 2008, in particolare in Cina è stato registrato un aumento del 37%, in Russia del 43%, negli Usa del 27%. Si tratta del terzo mese consecutivo in cui viene registrato un incremento della produzione, dopo che nei primi mesi dell’anno vi erano stati drastici tagli. L’industria dell’acciaio è stata una delle più colpite dalla crisi, vedere segnali di ripresa in questo ambito è di certo un elemento incoraggiante.
Unica nota stonata in questo scenario positivo per l’investitore, in particolare quello che privilegia strumenti rischiosi come le azioni e le commodities, è l’andamento del dollaro Usa. La moneta americana si è infatti rafforzata notevolmente sull’euro, un andamento che negli ultimi anni si era usualmente verificato in corrispondenza con fasi di borsa negative. Nelle ultime settimane invece il dollaro si è apprezzato in sintonia con le borse, in particolare quella Usa (ma anche alcuni listini europei, tra cui quello tedesco e quello francese) che ha fatto registrare nuovi massimi annuali confermando il trend rialzista in atto da marzo. Una spiegazione per questo mutato comportamento dei mercati tuttavia esiste e non contrasta con il quadro favorevole alla ripresa dell’economia tratteggiato precedentemente: anche in questo caso evidentemente gli operatori sembrano credere ad un futuro di tassi Usa al rialzo, di conseguenza le operazioni di carry trade (le vendite di una valuta poco costosa a fronte di acquisti in un’altra valuta a maggiore rendimento) si spostano dal dollaro allo yen. Considerando l’andamento recente dei prezzi delle commodities un’area sulla quale concentrare l’attenzione nella prima parte del 2010 è sicuramnte quella degli Etc. Il saldo delle performance raggiunte nel 2009 dagli Etc quotati a Piazza Affari mette poi in luce la forte crescita dei metalli industriali. Il top performer per l’anno appena concluso è l’Etc Copper (COPA), che ha guadagnato il 110% circa, seguito a breve distanza dall’Etc Zinc (ZINC) in rialzo dell’85% circa. Molto bene anche il Nickel (NICK), con il 55% circa di guadagno, e l’Alluminio (ALUM), cresciuto del 31% circa. Sono quindi questi gli strumenti che potrebbero essere utilizzati per integrare la componente più aggressiva del portafoglio. Nel caso del rame (ETC copper, COPA) è stato inviato un segnale grafico incoraggiante ad inizio dicembre con il superamento della resistenza offerta in area 24,40 dai top di agosto e settembre allineati su quei livelli, resistenza praticamente coincidente con il 62% di ritracciamento del ribasso dal top di inizio 2008. Fintanto che il supporto di area 23,50, dove transitano la media mobile a 100 giorni e la linea di tendenza tracciata dai minimi di dicembre 2008, verrà rispettato, le attese saranno in favore del proseguimento del rialzo con primo obiettivo a quota 27 e successivo a 31,50. Graficamente molto promettente anche lo Zinco (ETC zinc, ZINC) che ha accelerato al rialzo nella seconda metà del mese di dicembre 2009 superando di slancio la resistenza di quota 6,60, ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci relativi al ribasso dal top di marzo 2008. Le prospettive di vedere proseguire la fase ascendente verrebbero diminuite solo a seguito di discese al di sotto di area 6,00, mentre oltre il prossimo ostacolo, quello posto a 7,50, il target si sposterebbe in area 8,70. Meno dichiaratamente rialzista il contesto grafico relativo al Nichel (ETC Nickel, NICK), dal momento che in questo caso i prezzi sono reduci da una fase di ribasso correttiva iniziata con il top di agosto a 17,77 protrattasi fino ad inizio dicembre a quota 12,50, con la quale è stato ritracciato il 62% circa del rialzo dai minimi di fine 2008. La reazione vista dal minimo di dicembre si è comunque già portata oltre la linea di tendenza tracciata dal top di agosto e potrebbe proseguire ora fino in area 17,50/18,00. Solo oltre quota 18 tuttavia anche lo scenario di medio periodo verrebbe schiarito al rialzo, con i prezzi diretti inizialmente verso area 21 e successivamente 24,00. La violazione del supporto offerto a 12,50 dai minimi di dicembre vanificherebbe invece i recenti sforzi prospettando nuove discese. Un segnale positivo da un punto di vista grafico potrebbe invece arrivare già in tempi brevi per l’alluminio (ETC Aluminium, ALUM), poichè i recenti massimi di dicembre a 4,14 sono stati toccati in corrispondenza con il 38% di ritracciamento del ribasso dal top di inizio 2008. La rottura decisa di questa resistenza permetterebbe all’Etc di proseguire sulla strada del rialzo iniziato a maggio a 2,66 con un primo obiettivo a 4,55, ed uno successivo a 5,00. Sotto 3,80 le attese di crescita comincerebbero invece a vacillare.
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