
Dopo le ultime due sedute di ripiegamento, le recenti indiscrezioni “brasiliane” cadono a fagiolo per il titolo Impregilo. Il general contractor specializzato in grandi infrastrutture aveva fatto un passo indietro dopo quasi due mesi di recuperi e i prezzi erano scivolati sotto i 2,55 euro (top di novembre) con un minimo di ieri a 2,46 euro che violava anche la barriera dei 2,47 euro (livello sui quali si erano attestati i minimi dell’altro ieri e del 30 dicembre scorso).
Le voci di prossima quotazione della partecipata brasiliana Ecorodovias danno, però, nuovo carburante ai corsi e sicuramente incoraggiano i rialzi del 2,6% che a metà mattinata Impregilo accumula a Piazza Affari. Un lusinghiero report di Intermonte e diversi articoli sul web e sulla carta stampata approvano, infatti, una eventuale quotazione di Ecorodovias a San Paolo in vista delle Olimpiadi brasiliane del 2016. L’ipo di una delle più importanti concessionarie autostradali sembra un’occasione ghiotta perché, nonostante Impregilo ne controlli “solo” il 35%, secondo stime del quotidiano MF la partecipazione dell’italiana potrebbe arrivare a valere ben 630 milioni di euro. Ecorodovias ha chiuso i primi nove mesi del 2009 con ricavi da 305,2 milioni, un ebit da circa 138 milioni di euro e un utile da oltre 55 milioni: tutte voci del conto economico in crescita, come i margini reddituali del concessionario.
Impregilo appare però impegnata su molti altri fronti. Qualche paura si è registrata in questi giorni con la decisione del governo di Ugo Chavez di svalutare il bolivar venezuelano: la società italiana, che ha in Venezuela commissioni miliardarie, ritiene però che, in un bilancio tra crediti e debiti, l’impatto sui propri conti sia limitato.
Per oggi è inoltre attesa un’importante decisione del Tar del Lazio che dovrebbe decidere se sospendere o meno l’assegnazione dei lavori per la Pedemontana Veneta al consorzio spagnolo Sis. Si tratta di una gara contestata dalla stessa Impregilo che vorrebbe prendere il posto del concorrente iberico. Nel frattempo lungo i quasi 95 chilometri interessati dalla nuova opera sarebbero già partiti gli espropri.
Sempre di recente altri vecchi dossier hanno fatto parlare di sé e sarebbero, secondo molti osservatori, alla base dei citati recuperi dicembrini del titolo. Fra tutti vanno ricordati la valutazione di circa 370 milioni di euro fatta per il Termovalorizzatore di Acerra e le indiscrezioni sull’ennesimo avvio dei lavori per il Ponte sullo Stretto (poi di fatto non verificatosi). Il quadro grafico dopo gli ultimi rialzi appare oggi più incerto e servirà dunque qualche notizia più solida per scongiurare lo scatto di nuove prese di beneficio.
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