
Riceviamo da ferry Boat e con piacere pubblichiamo
Colpo di scena per quanto riguarda i rapporti tra Atlantia e Abertis. Il Corriere della Sera sabato ha scritto che i Benetton (che controllano Atlantia attraverso la holding Edizione srl) e il gruppo spagnolo avrebbero ripreso in mano, con la regia di Mediobanca, il progetto di fusione fallito nel 2006.
Si tratta di una netta inversione di marcia rispetto alle voci che circolavano fino a poche settimane fa, quando si parlava dell’imminente uscita definitiva di Abertis dal capitale di Atlantia. Gli spagnoli detengono infatti il 6,68% del capitale della societa’ italiana, un residuo del tentativo di fusione di quattro anni fa e che sembrava destinato alla vendita.
Invece i vecchi progetti potrebbero essere riesumati con l’aggiunta del coinvolgimento di Gemina. La societa’ che controlla Aeroporti di Roma, a sua volta controllata da Edizione, potrebbe essere infatti incorporata in Atlantia, per poi procedere alla fusione di quest’ultima in Abertis. Ricordiamo che la societa’ spagnola, oltre che nel business delle concessioni autostradali, e’ impegnata anche nella gestione di scali aeroportuali.
L’operazione sarebbe completata dalla cessione del 12-13 per cento di Abertis da parte della Abc Dragados di Florentino Perez ai Benetton, il che permetterebbe ai soci italiani raggruppati in Sintonia di avere il 30% di Atlantia-Abertis contro il 20% di Abc e Caixa.
I diretti interessati hanno smentito, ma alcuni indizi sembrano offrire qualche punto d’appoggio a questa ipotesi. Come mai gli spagnoli accetterebbero di essere i secondi azionisti della nuova societa’? Non e’ del tutto da scartare l’ipotesi per cui questa circostanza potrebbe fungere da compensazione in vista della possibile incorporazione di Telecom Italia in Telefonica, altra voce che da qualche giorno circola con insistenza.
Anteprima del commento