Le borse scendono, che fare?

pubblicato: martedì 09 febbraio 2010 da AleOne

Ma cosa deve fare l’investitore, gettare il cuore oltre l’ostacolo ed ignorare le attuali turbolenze dei mercati azionari confidando in una successiva ripresa, confidando quindi nei fondamentali che sembrano indicare una ripresa ben avviata, oppure neutralizzare le posizioni e navigare a vista in attesa di una schiarita? La decisione non è cosa di poco conto: uscire dalle posizioni in azioni automaticamente introduce il problema di dove e quando rientrare, con il rischio, se la borsa si riprende, di perdere una buona parte della fase iniziale di un nuovo rialzo.

Al tempo stesso rimanere con i titoli in mano, se il sentiment vira decisamente in negativo, può essere una scelta molto costosa, e soprattutto espone il risparmiatore ad una situazione di stress che può portare a fare la scelta errata nel momento meno opportuno, tipicamente a chiudere le posizioni in perdita proprio quando sarebbe invece nuovamente il momento di comprare. L’analisi dei grafici può essere di aiuto in questa situazione di forti tensioni ribassiste sui prezzi fornendo indicazioni sulle soglie critiche da tenere sotto controllo per decidere se mantenere o meno le posizioni di investimento sull’azionario.

Nel tentativo di avere un quadro per quanto possibile affidabile dei livelli grafici significativi è necessario valicare i nostri confini e gettare uno sguardo agli indici più rappresentativi del panorama dell’area dell’euro, il tedesco Dax ed il francese Cac40.

L’indice tedesco Dax con la recente fase di flessione avviatasi dai massimi di gennaio a quota 6094 è sceso al di sotto della media mobile a 100 sedute, passante in area 5740, violando quasi contemporaneamente la linea di tendenza tracciada dai minimi di marzo 2009, ma si mantiene per il momento al di sopra della media a 200 giorni, supporto a 5400 circa. Ed anche se i prezzi dovessero scendere sotto area 5400 vi sarebbe sempre il forte sostegno di area 5300, dove si collocano i minimi di novembre ed il 33% di ritracciamento del rialzo dai minimi dello scorso marzo a difendere l’indice dall’avvio di una fase ribassista di ampio respiro. Prima di iniziare la attuale flessione l’indice Dax aveva superato in area 5890, dopo averlo testato ad ottobre, il 50% di ritracciamento del ribasso dal top del 2007, guadagnandosi di conseguenza la possibilità di salire fino a testare il ritracciamento successivo, posto in area 6500. Fintanto che i prezzi si manterranno al di sopra dei 5300 punti è quindi plausibile continuare ad ipotizzare il raggiungimento di area 6500 almeno. In caso di violazione di 5300 il quadro grafico si complicherebbe poichè diverrebbe probabile una correzione estesa del rialzo dai minimi del 2009, quindi un passaggio almeno in area 4700/800 (conferme negative sotto 5100) prima di poter tornare a parlare di un rialzo duraturo. L’investitore che fosse intenzionato ad inserire in portafoglio strumenti correlati con la borsa tedesca (ad esempio sono molti gli Etf che hanno come benchmark l’indice Dax) potrebbe farlo o in prossimità dei 5400 punti dell’indice, con uno stop al di sotto di area 5300, oppure in caso di rottura di area 5900, resistenza oltre la quale diverrebbe probabile la ripresa del trend rialzista. La violazione di area 5300 sarebbe al contrario un monito da non sottovalutare anche per l’investitore domestico, un segnale in favore di un alleggerimento o meglio di una chiusura delle posizioni ancora in essere. Da area 5300 il Dax potrebbe scivolare infatti fino a quota 4900 prima di riprendersi. Considerazioni nel tutto analoghe si possono avanzare per l’indice della borsa francese Cac40. Le analogie tra le due curve sono del resto evidenti, confermate dal calcolo dell’indice di correlazione che su base annua vale attualmente circa 0,95 (quindi correlazione, in termini statistici, quasi perfetta). Nel caso del Cac40 la media mobile a 200 sedute transita in area 3570, mentre i minimi di novembre 2009 sono posti a 3549, coincidenti con il 33% di ritracciamento del rialzo dai minimi di marzo 2009. Solo discese al di sotto dei 3550 punti potrebbero quindi fare precipitare il quadro grafico prospettando discese verso area 3300 almeno prima che l’indice possa tornare ad inviare segnali di ripresa. In caso di superamento dei massimi di gennaio a 4088 il target si sposterebbe in area 4300 almeno. Per chi volesse approfittare della attuale fase di incertezza per scommettere su di una nuova fase rialzista della borsa francese potrebbe intervenire quindi in caso di discese in area 3600, con stop al di sotto dei 3500 punti, oppure alla rottura di area 4000, foriera di rialzi verso area 4300. La marginale differenza di comportamento dell’indice domestico Ftse Mib rispetto ai panieri tedesco e francese è evidenziata dalla posizione della media mobile a 200 giorni, che nel caso del nostro è stata già messa alla prova nel corso del ribasso visto dal top di gennaio e successivamente violata con il ribasso del 4 febbraio. La media mobile a 200 sedute transita infatti in area 21650, e si offre quindi ora come prima resistenza in caso di tentativi di rimbalzo. Il grafico di forza relativa nei confronti del Dax non racconta tuttavia attualmente una storia di marcata debolezza, come era invece accaduto per tutto il periodo tra l’aprile 2005 ed il marzo 2009. Negli ultimi mesi la borsa italiana ha sottoperformato solo leggermente quella tedesca, e sembra anzi in condizione di tentare una inversione di ruoli per i prossimi mesi. Le condizioni per mantenere un atteggiamento positivo nei confronti del nostro listino sono che anche in caso di proseguimento della discesa in atto da alcune settimane i prezzi non scendano sotto i 20000 punti, primo dei ritracciamenti di Fibonacci relativi al rialzo dai minimi di marzo 2009 (il 38,2%) e salgano invece al di sopra di area 24000, dove transita la linea che unisce i massimi di ottobre e gennaio. Target in quel caso a 28500 circa. Tenere posizioni al rialzo può avere senso quindi per gli investitori che puntano ad una ulteriore rivalutazione della nostra borsa solo fintanto che i prezzi si manterranno al di sopra dei 20000 punti. Al di sotto di quei livelli la discesa potrebbe arrivare infatti ad interessare area 17000 prima di rallentare. Se la attuale fase di debolezza trovasse quindi ulteriori conferme sarebbe forse opportuno divenire semplici spettatori delle oscillazioni degli indici chiudendo le posizioni in portafoglio.

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