
Fastweb guadagna per il secondo giorno di seguito in Borsa, d’altra parte i risultati del 2009 non possono che incoraggiare l’andamento del titolo. I ricavi hanno superato gli 1,8 miliardi di euro e l’ebitda del gruppo ha toccato i 551 milioni portando a un record di utili a 36 milioni di euro.
La cassa si è dimostrata solida a 39 milioni di euro e gli investimenti si sono mantenuti in linea con le guidance di capex al 23% sui ricavi. In realtà le capital expenditure sono diminuite notevolmente negli ultimi anni passando dal 42 al 23% dei ricavi tra il 2006 e il 2009 e in valore assoluto da 529 milioni a 434 milioni di euro nel corso degli ultimi quattro anni. È un elemento molto importante perché rispecchia questa fase della società di concentrazione sui servizi al cliente e di attenuazione degli investimenti in immobilizzazioni e infrastrutture di rete.
I successi commerciali del gruppo sono d’altra parte evidenti se si considera che la clientela è cresciuta dell’11% nell’ultimo anno (di crisi) e che ha raggiunto 1.644.000 unità. Sicuramente il calo dell’Arpu, ossia del ricavo medio per cliente, peserà ancora sui risultati in futuro visto che l’accesa concorrenza sul mercato italiano della telefonia fissa caratterizza tutto il settore e comprime i margini.
Fastweb gode però del vantaggio competitivo della rete in fibra ottica che per ora gli dà la possibilità di garantire un servizio migliore di quello degli altri operatori concorrenti regalandogli vantaggi nel ramo della clientela business. Sicuramente l’indebitamento da 1,41 miliardi di euro contro un patrimonio netto di 919 milioni di euro è ancora eccessivo, ma la società riesce a chiudere in utile e gli oneri finanziari sono scesi da 86 a 64 milioni di euro in un anno. Insomma i volumi crescono e coprono il calo della redditività dei singoli clienti, in altre parole Fastweb riesce a competere.
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