Logo Blogo

Un'Intesa che fa comodo all'Agricole

Pubblicato: venerdì 19 febbraio 2010 da Ferry Boat

intesa credit agricole antitrust mercato finanza borsa banche azioni titoli piazza affari scambi

Alla fine un pezzo di carta dall’Agricole, l’Antitrust lo ha avuto. Questa volta infatti il processo di cessione delle quote di Intesa Sanpaolo in pancia al gigante francese è stato rigidamente regolamentato. Il mercato ne esce vincitore, l’Agricole incassa un ulteriore successo, perché a latere a questo accordo con l’Authority si impegna a comprare altri 150-200 sportelli da Intesa e quindi a estendere fino a 900 filiali la sua rete italiana.

Dopo il caso di Bnp Paribas-Bnl un altro gigante francese diventa di dimensioni nazionali nel Bel Paese: ma il mercato bancario d’Oltralpe è tanto liberalizzato? La domanda sorge spontanea, ma sarebbe difficile non vedere anche lo scarso interesse dimostrato dai nostri gruppi finanziari nella penetrazione del retail dei mercati maturi: gruppi come Intesa, Unicredit ed Mps sono praticamente inesistenti in Francia.

L’accordo preso con l’Antitrust stabilisce comunque una soluzione condivisa per un problema che si trascinava dalla fusione fra Intesa e Sanpaolo Imi. Prevista la creazione di un trust guidato da uno o più monitor trustee di gradimento dell’Authority che vigileranno sulla gestione delle quote di Intesa in pancia al concorrente francese Agricole.

La Banque Verte dovrà entro l’anno cedere lo 0,8% del capitale di Intesa e quindi cedere entro luglio dell’anno prossimo un altro 3% riportandosi al massimo al 2% del capitale di Intesa. Nel consiglio di sorveglianza saranno eletti pro quota un candidato e un sostituto indipendenti e di chiara fama. La cessione del 3% del capitale di Intesa dall’anno prossimo dovrà però avvenire a un prezzo minimo già fissato, ma non reso pubblico (qualcuno parla di 4 euro per azione contro i 2,6 euro a cui il titolo scambia attualmente). Se questa operazione di cessione non andasse in porto, le quote sarebbero affidate a una banca d’affari terza e i corrispondenti diritti di voto sterilizzati. Sulla carta il conflitto di interessi dovrebbe essere stato risolto, i francesi, grazie al nuovo trust, non saranno tenuti a svalutare le proprie quote e riusciranno anzi a crescere con l’acquisto di nuove filiali. Ci sono voluti più di tre anni per ottenere queste garanzie, forse davvero troppo.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
2 commenti

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • gggrrr

    06 mar 2010 - 14:24 - #1
    0 punti
    Up Down

    francesi di mierdda

  • gggrrr

    06 mar 2010 - 14:31 - #2
    0 punti
    Up Down

    ma smettetela di dire boiate ! ma quale maturo! qualche anno fa la banca unicredit stava acquisendo la banca francese socgen,ma tutto come sempre è stato bloccatto dal governo francese!
    vorrei ricordare che il mercato francese non brilla ne di competività ne di presenze di gruppi stranieri in nessun settore della sua economia.
    questo certo è un bene per l’economia francese ma non è un bene per il resto d’europa!!!

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento