Nonostante tutte le bordate che vengono sparate in quella direzione le borse principali si mantengono tenacemente attaccate all’idea del rialzo. E dire che di motivazioni per vederle precipitare nelle ultime settimane ne sono emerse diverse
, la più eclatante le difficoltà di bilancio della Grecia e di altri paesi della Ue, ma anche le manovre della banca centrale cinese, l’ultima in ordine di tempo l’intenzione di alzare di mezzo punto percentuale l’obbligo di riserva obbligatoria delle banche di quel paese, di fatto un intervento di politica monetaria restrittiva, oppure i timori di un avvicinamento della exit strategy (la politica di disimpegno da misure straordinarie adottate per fronteggiare la crisi) per i principali paesi alla luce di dati macro incoraggianti, quindi il rischio di vedere drenato quel fiume di liquidità che ha permesso il forte rialzo della seconda metà del 2009. Per il momento invece sul grafico dell’indice Msci World, la flessione originata dai massimi di inizio anno si e’ limitata a ritracciare circa 1/5 del rialzo messo a segno dai minimi dello scorso marzo, un calo che è ancora possibile definire “fisiologico” e che ha riportato le quotazioni sui livelli di inizio novembre.
E’ probabile che in queste condizioni di mercato l’investitore sia in preda ai dubbi: che fare, approfittare dei recenti cali per incrementare la quota azionaria in portafoglio o al contrario approfittare del fatto che le quotazioni sono ancora relativamente vicine ai massimi per alleggerire le posizioni diminuendo la componente di rischio in attesa di segnali chiarificatori? Entrambe le alternative sono sensate, purtroppo solo a posteriori sarà possibile dire quale effettivamente sia la migliore. Nell’ipotesi che vengano utilizzati i livelli attuali per acquistare azioni ed effettivamente poi le borse riprendano a salire, superando i massimi di inizio anno e proseguendo sulla via del rialzo tracciata dallo scorso marzo, il vantaggio in termini di performance rispetto a chi al momento fosse neutrale ed aspettasse nuovi segnali di forza per entrare è evidente. Solo oltre i massimi di inizio 2010, distanti il 20% circa dai livelli attuali, verrebbero inviati segnali chiari in favore della ripresa del rialzo.
D’altro canto proprio a causa dell’estensione del rialzo visto nel 2009 se i prezzi dovessero proseguire la fase correttiva per un lungo tratto prima di trovare supporti solidi: le correzioni sono infatti di norma proporzionali al movimento che le precede, rispetto al quale ritracciano solitamente una percentuale compresa tra il 33% ed il 50% (con punte che possono arrivare al 66%). Anche nella ipotesi più conservativa quindi, quella che vorrebbe uno storno di un terzo del precedente rialzo prima della ripresa dell’ascesa, l’Msci World dovrebbe tornare in area 745 dagli attuali 800 punti circa (quindi un ulteriore calo del 7% circa), con il rischio magari di scendere fino a quota 690, per poi eventualmente risalire. E’ impensabile quindi in questo momento definire una strategia operativa a tavolino e dimenticarsi delle posizioni acquisite per poi tornare a riconsiderare la situazione in un secondo momento. Il potenziale di ribasso di un eventuale proseguimento della fase correttiva è elevato, secondo alcuni analisti, quelli che utilizzano la teoria delle onde di Elliott per leggere i grafici, addirittura i prezzi potrebbero tornare in prossimità dei minimi del marzo 2009 prima di decidere di invertire nuovamente la rotta.
Nel caso la decisione sia quella di non fare nulla, di non incrementare le posizioni in portafoglio, il rischio si riduce ovviamente ad un mancato guadagno.
Per chi volesse invece percorrere la strada dell’acquisto la prima cosa da fare è quella di valutare in modo approfondito il quadro grafico dei principali indici per verificare che effettivamente questi si trovino ancora al di sopra di supporti rilevanti, in modo da rendere plausibile un tentativo di ingresso, con una componente ridotta del portafoglio, sui livelli attuali. In caso di risposta affermativa sarà poi necessario individuare quelle soglie al di sotto delle quali le strategie di acquisto risultano invalidate, gli “stop loss” da tenere sotto stretto controllo per evitare che una operazione sfortunata si trasformi in una pesante perdita.
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