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Bpm: le grandi sfide del prossimo triennio

Pubblicato: 22 feb 2010 da Ferry Boat

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Il 2009 di Bpm è terminato con utile netto di 123 milioni di euro a fronte di un utile da 75,3 milioni di euro realizzato nel 2008. Certo questo non era stato un anno facile e la ripresa dei mercati nel 2009 ha sicuramente incoraggiato le performance della banca meneghina, tuttavia la Bpm è ancora ben lontana dal potersi definire in una situazione stabile e, nel bene e nel male, ha senz’altro diverse sfide davanti.

La Popolare di Milano, per esempio, risente dei bassi tassi d’interesse che hanno compresso il margine corrispondente come per tutto il comparto bancario, la sua esposizione nei confronti delle piccole e medie imprese rappresenta inoltre un punto importante sul quale il management si concentra nel mezzo di grandi manovre che stanno ampliando il perimetro delle attività del gruppo. Il tutto in un momento in cui la tensione su una corretta patrimonializzazione è massima, come dimostra anche l’utilizzo di Tremonti bond per 500 milioni di euro.

Va evidenziato che nell’ultimo trimestre il gruppo ha dovuto sostenere degli investimenti una tantum che hanno penalizzato la redditività immediata dell’istituto: 140 milioni di euro connessi al Fondo di Solidarietà e le manovre su Anima hanno condizionato i risultati passati da 184 milioni di euro nei primi nove mesi a 123 a fine anno. L’impegno nel settore del risparmio gestito ha portato però in pancia alla banca Anima che già gestisce 23,2 miliardi di euro di asset e sicuramente acquista un peso sempre maggiore nel quadro delle attività di Bpm. Il nuovo piano prevede la massa gestita arrivi a 29 miliardi di euro entro il 2012 (+7,8%) e dunque nuove sfide per Anima.

A fine anno proprio le sottoscrizioni del Tesoro sembra che abbiano portato il peso del capitale primario sugli Rwa al 7,9% entro il 2012, però, il piano industriale annunciato prevede una riduzione di questo indicatore al 7,2%, anche se per quella data l’utile del gruppo dovrebbe crescere del 45,5% su quello dell’ultimo esercizio e il costo del credito scendere di 30 punti base allo 0,75 per cento. Molto prima del 2012, ma probabilmente non prima della fine dell’estate, il gruppo dovrebbe riuscire a trovare il nuovo partner assicurativo dopo lo scioglimento della partnership su Bipiemme Vita con Fondiaria Sai: i nomi che circolano sono quelli di Generali, di Cattolica, Allianz e Axa.

Bpm ha pagato 121 milioni di euro ai Ligresti per il 51% della jointventure nella bancassurance e appare verosimile dunque che voglia ottenere il più possibile dal nuovo partner: questo suggerisce al management di vagliare con attenzione le varie offerte. D’altra parte il nuovo piano industriale della banca prevede una raccolta da premi vita a 873 milioni di euro entro il 2012 con un cagr del 15% che sarà un obiettivo sfidante al quale si dovrà lavorare da subito con il nuovo partner.

I cambiamenti sono anche meno rumorosi a Milano come avvenuto per l’assorbimento della divisione private nella capogruppo o nelle operazioni su Webank divenuta banca e concentrasi sul gestito che è cresciuto (in termini di raccolta) nel 2009 del 15 per cento. Il mercato del credito al consumo dovrebbe inoltre fornire ulteriori spunti con Pro Family e proiettare anche la banca meneghina su questo business. Di certo fra tante novità sarà difficile non incontrare qualche problema; di certo, tenuta della patrimonializzazione e ripresa del mercato dei mutui e dei prestiti alle imprese (vero core business del gruppo) saranno ancora le stelle polari di questo prossimo impegnativo triennio.

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1 commento

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  • luigi121

    22 feb 2010 - 23:51 - #1
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    Up Down

    ottimo blog^-^