Il nuovo contratto di Landi Renzo con Toyota ieri ha davvero scaldato i corsi della società del Gpl: la chiusura delle contrattazioni ha visto il titolo a quota 3,74 euro, il 5,2% in più del prezzo di riferimento. Così gli impianti a gas della società di Cavriago (RE) monteranno sulle nuove Yaris a Aygo della casa giapponese.
Allargare la base delle vendite, la clientela, le fonti ricavo del gruppo è d’altra parte fondamentale in una fase tanto critica del settore dell’auto. Il mondo intero attende infatti l’evoluzione del mercato al termine degli incentivi già prefissato per diversi paesi. In Europa i mercati più importanti hanno preso strade diverse con la Germania e l’Italia che hanno deciso di tagliare gli incentivi al settore e la Francia che invece ha deciso di rinnovarli per il prossimo anno.
Se si considera che la crisi del 2009 ha visto pesanti cali nei mercati asiatici e ha concentrato il fatturato sull’Italia e nel Vecchio Continente, si comprende che l’attenzione a questo catalizzatore dei prezzi per tutto il comparto è fondamentale anche per la compagnia guidata da Stefano Landi. Nell’ultimo trimestre del 2009 il gruppo ha realizzato 69,5 milioni di euro di ricavi di cui ben 37 realizzati in Italia grazie agli ordini di Fiat specialmente.
Nel Bel Paese in generale la crescita del giro d’affari è stata del 138% a fronte di un 4% guadagnato nel resto dell’Europa: la prevista contrazione delle vendite ad aprile potrebbe dunque portare cattivi risultati a Landi Renzo incidendo più che in passato sul suo fatturato. Non mancano possibilità alternative, dai nuovi contratti Toyota ai kit per la trasformazione in bi-fuel dei diesel ai nuovi contratti in Francia e Germania con Renault e Opel, i timori per la sovraesposizione recente al mercato italiano in concomitanza con il taglio degli incentivi, lasciano comunque perplessi.
D’altra parte la società a fine gennaio ha avviato una nuova attività negli Stati Uniti dove il mercato ha problemi assai minori di sovraccapacità produttiva e gli incentivi dell’amministrazione Obama alle energie pulite promettono ulteriori vantaggi. Le pressioni sulla situazione patrimoniale poste dalla politica di forti investimenti attuata nel corso del 2009 rimangono per il momento assolutamente sostenibili: la posizione finanziaria netta positiva al 30 settembre 2008 per 57,29 milioni di euro, lo scorso 30 settembre era negativa per 61,7 milioni di euro, ma il patrimonio netto da oltre 126 milioni di euro è ampiamente sufficiente.
La forte politica di crescita del gruppo sembra insomma coperta da mezzi propri più che sufficienti, mentre le performance del conto economico appaiono deludenti con un ebitda che ha perso il 39,1% nei primi nove mesi del 2009 rispetto allo stesso intervallo del 2008. Il tutto è avvenuto in presenza di una crescita dei ricavi del 10% che non è detto si replichi quest’anno per i suddetti motivi. Sicuramente gli investimenti promettono molto, ma un intervento sulla catena dei costi forse a questo punto diventa prioritario.
=== New Space Agency ===
04 mar 2010 - 07:41 - #1quanto vale la Toyota in questo momento di tracollo di immagine e di vendite?
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perché la FIAT non prova a comprarsela? :)
Fra'
05 mar 2010 - 12:33 - #2perchè la Fiat non ci ha i soldi per farlo! Sta parlando di spinoffare l’auto figuriamoci se vuole comprarsi Landi
mataovale
05 mar 2010 - 12:38 - #3@1
anche se la toyota ha avuto problemi con la questione dei freni e si sia comportato in maniera non trasparente con i proprietari resta comunque il produttore numero uno di auto al mondo per numero e ricavato, quindi la fiat una manovra del genere “ancora” non può permetterselo