Buone prospettive per i chip, Stm e Eems sotto analisi

pubblicato: mercoledì 10 marzo 2010 da AleOne

Negli Usa il comparto tecnologico sta attraversando una fase positiva: il Nasdaq Composite dai minimi di febbraio è salito del 10% circa contro il 7% circa dello S&P500. La maggiore reattività dell’indice tecnologico rispetto a quello della “corporate America”, sia nelle fasi positive sia in quelle negative, è cosa nota ed il comportamento delle ultime settimane non deve quindi stupire. La buona propensione al rialzo del Nasdaq, che si è lasciato alle spalle anche un piccolo testa spalle rialzista superando area 1115 (figura disegnata a partire dai minimi del 29 gennaio), depone comunque in favore di una buona salute dei mercati azionari nel loro complesso, e permette di considerare come possibile un prossimo test dei massimi di gennaio.

Se gli indici trovassero la forza per superare questo ostacolo la fase di ripiegamento vista nelle ultime settimane si potrebbe dire archiviata in favore della ripresa del trend rialzista. Anticipare questi segnali da un punto di vista operativo sarebbe rischioso, non solo i grafici tuttavia lasciano intravedere una evoluzione positiva. Recentemente gli analisti di Ubs hanno alzato infatti le stime sull’andamento del settore dei semiconduttori a livello globale. La previsione è di una crescita per l’anno in corso del 18%, un notevole miglioramento rispetto alla stima precedente che prospettava una crescita del 12%. Una parziale conferma a questa visione viene dalla decisione di SanDisk, il primo produttore al mondo di memorie flash, di alzare le proprie previsioni di ricavi nel primo trimestre. L’indice Sox dei semiconduttori conferma le impressioni che si ricavano dallo studio del grafico del Nasdaq: i prezzi sono rimbalzati con forza dopo aver disegnato in area 310 un doppio minimo, supportato dalla linea di tendenza tracciata dai minimi di marzo 2009. La reazione sembra in grado di avvicinare la resistenza offerta dal top di inizio anno a 370. In caso di superamento di questo ostacolo il trend rialzista visto dai minimi di fine 2008 si potrebbe dire ripreso, primo target in area 400 dove si colloca un’altra resistenza critica (il 61,8% di ritracciamento del ribasso dal picco del luglio 2007).

Tra i titoli del comparto tecnologico domestico che potrebbero beneficiare di questa evoluzioni vi sono Stm e Eems.

Stm, il primo produttore di chip in Europa, si è lasciato alle spalle grazie al rialzo del 2 marzo la forte resistenza offerta a 6,58 dal picco del 6 gennaio. Il titolo dimostra quindi una notevole forza relativa rispetto all’indice Ftse Mib del quale fa parte: a differenza di quest ultimo infatti Stm vanta un saldo positivo rispetto all’apertura di inizio anno a 6,395 euro (l’indice perde invece il 6% circa dai prezzi di avvio del 2010). La fase positiva partita dal doppio minimo di area 5,70 disegnato ad inizio febbraio posa su solide basi, su quei livelli transitano infatti sia la media mobile a 200 sedute sia la linea di tendenza rialzista tracciata dai minimi di marzo 2009. I presupposti in favore di un allungo al di sopra dei massimi di ottobre, resistenza a 7,03, sembrano quindi esserci. Il superamento di quell’ostacolo rappresenterebbe un segnale graficamente rilevante anche in ottica di medio termine: in area 7 euro si colloca infatti il 61,8% di ritracciamento del ribasso dal top di settembre 2008 a 9,50 euro. Questa percentuale di ritracciamento ricavata dalla serie di Fibonacci si dimostra spesso capace di fare da spartiacque tra una correzione ed una vera e propria inversione di tendenza. Oltre area 7 quindi il trend in atto dai minimi del 2009 potrebbe dimostrarsi capace di evolvere ulteriormente, con primo obiettivo in area 8,05/8,10 euro, sul lato superiore del canale rialzista che contiene le oscillazioni dell’ultimo anno. Solo discese sotto la base di questo canale, in area 5,70, porrebbero fine alle prospettive di rialzo aprendo la strada alla correzione di tutta la salita dai minimi di area 3 euro con target in area 5 euro almeno.

Il quadro grafico di Eems è caratterizzato dalla presenza di un potenziale testa spalle rialzista disegnato a partire dai minimi dello scorso luglio. Il superamento della linea tracciata dal massimi di settembre e passante per quello di fine dicembre, attualmente in area 1,27, completerebbe la figura prospettando il proseguimento della fase rialzista in atto da novembre. Target del testa spalle in area 1,85, quindi sul massimo di maggio 2009, resistenza intermedia a 1,52 euro circa. La rottura anche di 1,85 aprirebbe la strada al test di 2,10, 50% di ritracciamento del ribasso dal top di maggio 2008 a 3,66, quota critica anche per l’evoluzione a medio termine del titolo. Perchè il trend possa mantenere una intonazione positiva le quotazioni dovranno confermarsi al di sopra di area 0,95/1,00, supporto dimostratosi determinante in più occasioni nel recente passato (i minimi di fine marzo 2009, di fine luglio 2009, di febbraio). Sotto area 0,95/1,00 rischio di test a 0,85 della linea di tendenza tracciata dai minimi di marzo 2009, ultimo sostegno in grado di evitare movimenti di ribasso estesi, diretti verso area 0,50.

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