
Quello che salta all’occhio subito nell’ultimo bilancio di Amplifon è la crescita della redditività dell’azienda. La crescita dei ricavi da 641 a 657 milioni di euro è un segnale di forza del mercato di riferimento, ma il passaggio dell’ebit dal 2,4 al 9,1% dei ricavi in un anno implica una forte azione condotta dal management proprio sulla marginalità del gruppo.
l passaggio dell’utile netto dal rosso di 14,5 milioni di euro è dovuto principalmente a tre fattori. Innanzitutto la crescita dei ricavi e il calo dei costi per le materie prime hanno permesso a monte del conto economico una certa crescita dei risultati che si sono avvantaggiati anche di ricavi e proventi non core straordinari per circa 3 milioni di euro (nel dettaglio rilascio della riserva premi accantonata dalla società del Gruppo che svolge attività di riassicurazione sulle polizze vendute in Olanda).
Costi non ricorrenti per 29,39 milioni di euro che il gruppo aveva sostenuto nel corso del 2008 hanno sicuramente un ruolo importante nel passaggio dell’ebit da 15,5 a 59,85 milioni di euro, tuttavia sarebbe ingiusto trascurare anche la forte attenzione che il gruppo ha riversato sulla gestione finanziaria.
Gli oneri finanziari sono infatti passati da 16,3 a 12,35 milioni di euro e il debito ha subito un taglio consistente da 190 a 150 milioni di euro. In multipli il rapporto debt/equity è sceso a 0,69 e quello debt/ebitda a 1,7 dal 2,56 dell’anno scorso. La concentrazione del gruppo sulle proprie attività britanniche rimane altissima e fra i principali obiettivi messi in campo dal management c’è quello di un ulteriore miglioramento della marginalità nel Regno Unito.
Dopo la riduzione delle perdite operative Uk di 1,5 milioni di euro nel 2009 Amplifon punta a fare ancora di più Oltremanica, mentre in Germani l’obiettivo è quello di incrementare le quote di mercato dopo la perdita di fatturato del 3,2% quest’anno a quota 40,4 milioni di euro. Il mercato più importante della società rimane l’Italia che da sola genera ricavi per oltre 194 milioni di euro (+0,9%) pari a poco meno di un terzo del fatturato complessivo. Seguono Stati Uniti-Canada con circa il 20,1% del giro d’affari complessivo (132,3 mln) e la Francia (14,2% del fatturato ossia 93 mln). Da evidenziare che proprio nella macroarea nordamericana il gruppo ha segnato una crescita dei ricavi del 6,5% nel 2009.
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