
Il gruppo De’ Longhi è alle prese con una congiuntura difficile, ma sembra riuscire a tenere ferma la barra del timone grazie a una rigida disciplina. Venerdì scorso in attesa dei dati annuali la società ha registrato in Borsa un recupero del 3,23% e si è riportata sopra i 3,1 euro pur mantenendosi, sostanzialmente, sui prezzi di ottobre.
Nell’intero 2009 il colosso degli elettrodomestici ha fatturato 1,4 miliardi di euro, ossia ha compresso il proprio giro d’affari dell’8,4 per cento. Qualche segnale positivo è però venuto dall’ultima parte dell’anno con il quarto trimestre che ha ridotto il calo dei ricavi al 2,3% (470,1 milioni di euro).
In termini di utili del gruppo si è passati da 40,2 a 32,4 milioni di euro. L’azione più evidente della società trevigiana è però quella sul debito finanziario che in un anno passa da oltre 246 a 117 milioni di euro: l’effetto è molto visibile negli oneri finanziari netti che si riducono da 52,6 a 35,3 milioni di euro dando una forte spinta al risultato ante imposte.
Il gruppo stesso spiega nelle proprie note che questo taglio del debito è da attribuirsi alle cessioni immobiliari di fine 2008 e alla sforbiciata del capitale circolante. I bassi tassi d’interesse danno, però, un contributo non indifferente al taglio dei costi finanziari di De’ Longhi. Alcuni fattori congiunturali hanno aiutato la società degli elettrodomestici a mantenere e in qualche caso migliorare le proprie posizioni. Per esempio, il calo dei prezzi delle materie prime ha aiutato la redditività e il deprezzamento del dollaro nel 2009 ha permesso di tagliare i costi di produzione nel mercato a stelle e strisce.
È sicuramente importante ricordare che la società guidata da Giuseppe e Fabio De’ Longhi ha saputo reagire in maniera proattiva alla crisi. La riduzione del capitale circolante di 91,9 milioni di euro e del magazzino di 63,4 milioni di euro dimostrano un certo rigore nel controllo della catena dei costi in un anno molto difficile. Il mercato guarda comunque con attenzione anche alla cedola da 0,08 euro per azione che sarà pagata dal prossimo 6 maggio.
È molto interessante notare che in un anno tanto difficile De’ Longhi è stata una delle poche società che hanno saputo incrementare gli investimenti in ricerca e sviluppo (da 32 a 33,6 milioni di euro) e in pubblicità (da 87,9 a 96 milioni di euro). Le quote di mercato sono state salvaguardate e in qualche caso accresciute da questa policy, anche se la dinamica della domanda rimane ancora il fattore predominante per tutto il comparto.
Nel 2009 il rafforzamento patrimoniale e un riposizionamento sul mercato grazie anche all’accento posto sul mix di prodotto hanno permesso a De’ Longhi di affrontare con decisione un periodo molto difficile: le sfide per il 2010 non sembrano meno impegnative e la stessa società ha preferito non esprimere valutazioni vincolanti sul prossimo futuro.
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