
In Giappone comprano meno gioielli. Se a Roma o a Porto Cervo Bulgari vende meno in fondo conta meno che se vende meno a Tokyo o a Nara, il gruppo guidato da Francesco Trapani fattura infatti oltre 200 milioni di euro in Giappone contro i circa 120-130 fatturati in Italia. Nel Sol Levante però i ricavi sono scesi del 23,1% in tutto il 2009 e del 27% circa nell’ultimo trimestre: a Tokyo insomma comprano meno orologi o gioielli firmati Bulgari, questo pesa sul gruppo come la debolezza del mercato Usa, che però sta inviando maggiori segnali di recupero.
Complessivamente la casa fondata da Sotirio Bulgari nel lontano 1884 ha visto il proprio giro d’affari ridursi del 13,8% a 1,07 miliardi di euro nel corso dello scorso anno. Il gruppo che brilla in via Condotti spera però di rifarsi quest’anno e stima una crescita di qualche punto percentuale (fra il 4 e il 6%) nei ricavi 2010 dopo i buoni dati dei primi due mesi dell’anno.
Le azioni intraprese durante lo scorso anno per la compressione dei costi (costi operativi -5%) probabilmente saranno più evidenti quest’anno e va ricordato che sui risultati hanno pesato costi straordinari di ristrutturazione per 37 milioni di euro di cui due terzi legati all’integrazione dei marchi Roth e Genta. Importante il taglio del magazzino da 728 a 615 milioni di euro (-15%). Il rincaro dell’oro ha inoltre portato qualche guasto, nonostante le coperture previste dal management, e l’effetto cambi non hanno favorito le performance della società.
Appare comunque importante il taglio del debito del gruppo che è passato da 303,6 a 216,8 milioni di euro. L’attenzione al rifinanziamento del debito e all’allungamento delle scadenze è confermata dalla recente emissione di bond per 150 milioni di euro e il rosso e dall’allungamento oltre i 36 mesi delle scadenze. Al termine del 2009 il gruppo ha comunque perso quasi 50 milioni di euro e dimezzato la cedola a 5 centesimi. Per la fine dell’anno il margine di contribuzione dovrebbe tornare al 93% sui livelli del 2008, rimane però il timore che la domanda resti ancora debole e che, almeno finora, il gruppo non voglia e non possa rigirare al cliente i rincari che ha subito sul fronte dei costi intaccando inevitabilmente la propria profittabilità.
g.h.o.s.t
17 mar 2010 - 12:26 - #1della serie “anche i ricchi piangono”… :)