
Male non faranno, ma certo non cambieranno le cose. Circa 300 milioni di euro spalmati tra scooter, elettrodomestici e macchinari rischiano di essere un finanziamento a pioggia in pratica inefficace se non per le piccole e piccolissime aziende. In Borsa fra incertezze e rumors si va cauti sulla valutazione degli effetti concreti dei nuovi incentivi pubblici a settori diversi dalla classica automobile. D’altra parte è prevista per oggi la discussione in Consiglio dei ministri sui nuovi incentivi fiscali e tutto dunque è ancora in forse, anche se qualche indiscrezioni di stampa dà già qualche indicazione.
Circa 85 milioni di euro dovrebbero andare alle abitazioni per l’alta efficienza energetica: si tratta della fetta più grande della torta che, per quanto esigua, punta però alla riduzione prospettica dei costi per le imprese e quindi potrebbe avere un effetto indiretto superiore all’investimento pubblico. Le quotate del variegato e discusso settore delle energie rinnovabili sono numerose e anche molte società con un core business diverso da quello energetico si stanno muovendo su questo piano.
Al riguardo basta ricordare che uno degli eventi finanziari di quest’anno è la quotazione di Enel Greenpower, ma anche i nomi di Alerion, Actelios, TerniEnergia, Kerself, Greenvision, Kinexia e Pramac. Queste e altre aziende hanno tutti contesti operativi e situazioni economiche e patrimoniali diverse, ma sono accomunate dai vantaggi che temporaneamente offre al settore il Bel Paese e dalle incertezze sul futuro degli incentivi che ancora scaldano il comparto e ne consentono un vivace sviluppo. L’interesse per le energie del futuro porta Autogrill a montare pannelli fotovoltaici e Stm ad avviare la produzione di impianti a pellicola a Catania insieme a Sharp. Diverse incertezze per il dopo-incentivi rimangono nell’aria, in ogni caso 85 milioni di euro ai vari produttori che intervengono nei processi di efficientamento energetico rimangono una cifra abbastanza trascurabile.
Il settore manifatturiero italiano riceve però anch’esso una serie di incentivi importanti: 58 milioni di euro andranno ai mobili per cucine e 50 agli elettrodomestici. A Piazza Affari soltanto spuntano De Longhi, Indesit ed Elica: difficilmente questi gruppi vedranno mutare considerevolmente i propri fatturati, anche se in tempo di crisi tutto fa brodo. L’ordine di grandezza degli interventi lascia sperare al massimo in pochi punti percentuali di fatturato. Gli incentivi sembrano comunque allettanti per i consumatori fino a 1.000 euro per chi acquista una cucina nuova, 130 euro per le lavastoviglie, il 20% per i forni elettrici fino a 1.500 euro.
Gli incentivi forse più interessanti vanno al settore motociclistico: sconto del 10% per motorini euro 3 e del 20% fino a 1.500 euro per motorini con doppia alimentazione o esclusivamente elettrica. In Borsa si vede solo Piaggio e la controllante Immsi mentre Ducati è fuori da Piazza Affari ma rappresenta ancora una realtà importante del settore. L’efficienza energetica sarà premiata anche sotto forma di incentivi alle “eco-case” il cui acquisto proporzionato al risparmio energetico potrà arrivare a 7.000 euro. Sul prezzo di una casa sono pochi, ma non fanno male. Come del resto si potrebbe dire per tutta questa piattaforma di incentivi che sui bilanci 2010 delle quotate forse si vedrà poco.
g.h.o.s.t
19 mar 2010 - 20:40 - #1se avessero investito la stessa somma per creare NUOVE aziende il vantaggio sarebbe stato molto maggiore e prolungato nel tempo invece che solo “elettorale”
g.h.o.s.t
19 mar 2010 - 20:41 - #2vantaggio… per l’economia, l’occupazione, l’innovazione, la competitività, le entrate fiscali, ecc.