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Banche, buone le prospettive per il settore

Pubblicato: 23 mar 2010 da AleOne

Parlando a un’audizione della commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi ha dichiarato che “quasi tutte le banche sono sulla strada della risoluzione dei loro problemi di finanziamento” avvertendo tuttavia anche che “i loro bilanci restano ancora esposti a elementi di fragilità, legati soprattutto allo stato della ripresa economica”. I rischi per gli istituti bancari sono legati al deterioramento della qualità del credito dovuto alla crisi. La via del risanamento non è quindi ancora percorsa per intero, c’è infatti per Draghi ancora “un duro lavoro da completare davanti a noi”, tuttavia le condizioni sui mercati finanziari internazionali sono notevolmente migliorate nel corso dell’ultimo anno.

Se la ripresa economica farà il suo corso le banche potranno aumentare i finanziamenti e si potrà avviare così un circolo virtuoso. In questo contesto vanno letti i conti 2009 di Unicredit, che ha conseguito un utile netto pari a 1,702 miliardi di euro, in calo rispetto ai 4,012 miliardi di euro evidenziati l’esercizio precedente, ma superiore alle attese: il consensus degli analisti parlava di 1,3 miliardi circa. Il mercato è stato sorpreso positivamente non solo dai numeri ma anche dalla loro composizione. L’aumento del margine di intermediazione del 2,6% e a la contrazione dei costi operativi dell’8% parlano di una migliore sostenibilità dell’attività del gruppo.

E proprio grazie a questi dati il titolo Unicredit ha messo a segno nella seduta di mercoledì scorso un deciso rialzo che ha permesso il superamento della linea di tendenza ribassista tracciata dal massimo di ottobre a 2,66 euro e della media mobile a 100 sedute, entrambe resistenza in area 2,10/2,15. Il rimbalzo di Unicredit si è sviluppato a partire da una solida base, ovvero dai minimi di fine febbraio a 1,82 euro, area dove si colloca il 38,2% di ritracciamento del rialzo dai minimi dello scorso marzo. Anche se è prematuro per affermarlo in modo certo il ribasso dal top di ottobre 2009, arrestatosi sul primo dei ritracciamenti di Fibonacci considerati significativo, potrebbe rappresentare quindi tutta la correzione della fase rialzista precedente. Questo significa che, a fronte di ulteriori conferme che verrebbero al di sopra dei 2,40 euro, il rialzo delle ultime settimane potrebbe anche dimostrarsi l’inizio di un trend duraturo, destinato a lasciarsi alle spalle i massimi del 2009 per proseguire nell’azione di correzione del ribasso dal picco del 2007. Oltre area 2,65 il titolo potrebbe ambire quindi al raggiungimento dei 3,60 euro, 50% di ritracciamento del ribasso subito dai massimi storici di tre anni orsono. Resistenze intermedie si collocano a 2,83 e 3,30 euro. La situazione si complicherebbe in caso di mancato superamento di area 2,40 e di ritorni al di sotto dei 2 euro. Il rischio in quel caso di un nuovo test di area 1,80/85 sarebbe elevato e se il supporto in questa occasione dovesse cedere Unicredit potrebbe scendere fino in area 1,60/65, 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi di marzo e base del gap rialzista del 14 luglio scorso, prima di essere in grado di tentare una reazione.

L’altro gigante del credito nostrano, Intesa Sanpaolo, non è stato certo a guardare, e galvanizzato dai buoni risultati di Unicredit si è lanciato al rialzo. Il titolo veniva già da un risultato importante, il completamento con la rottura di 2,74, top dell’11 febbraio, della figura a doppio minimo disegnata dai prezzi in area 2,50 a partire da inizio febbraio. In area 2,50 si trova il 38,2% di ritracciamento del rialzo dai minimi del marzo 2009, quindi il fatto che il titolo sia rimbalzato con vigore proprio da quei livelli rende il quadro attuale compatibile con l’ipotesi di essere in presenza di una fase rialzista destinata a durare. Il 38,2% di ritracciamento, primo dei livelli di Fibonacci che contano, è infatti uno dei possibili target per una fase correttiva (il successivo il 50%) e non è infrequente che un trend riprenda dopo uno storno in quell’area. Salendo oltre area 2,90 il titolo si è lasciato alla spalle anche la media mobile a 100 giorni, un ulteriore segnale di forza. La rottura della resistenza di 3,21/3,22, area di massimi tra ottobre 2009 e gennaio 2010, confermerebbe le prospettive di rialzo dettate dalla presenza sul grafico di un bel testa spalle disegnato nel periodo tra lo scorso novembre e luglio. La figura è stata completata ad agosto e proietta un target in area 4,10 euro. Resistenze intermedie a 3,50 e 3,70 euro. Oltre 3,70 il titolo supererebbe anche il 50% di ritracciamento del ribasso dal top di maggio 2007, inviando così un ulteriore segnale positivo che potrebbe collaborare a fare di area 4,10 solo un punto di arrivo intermedio di una fase rialzista ancora più estesa. La linea che delimita il testa spalle, quella definita dagli analisti “neckline”, transita attualmente in area 2,40 e rappresenta il supporto che non dovrà essere violato perchè il quadro prospettico possa rimanere improntato al rialzo. I primi segnali di debolezza verrebbero inviati invece già al di sotto di 2,70.

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