
Il quadro grafico di Unipol, nonostante l’ondata di vendite di stamane, ha sostanzialmente tenuto, anche se i dati pubblicati dalla compagnia di via Stalingrado sono stati deludenti. Un rosso da 769 milioni di euro e un contestuale aumento di capitale da mezzo miliardo non passano certo inosservati, anche se bisogna dire che già da tempo nella situazione patrimoniale quelle svalutazioni da 611 milioni di euro comparivano. In fondo sembra sia stata la scelta di spesarle a conto economico quello che ha sorpreso (negativamente) il mercato. Certo sarà un effetto emozionale importante ma senza impatto sostanziale sul conto economico complessivo - come sostiene il management - ma forse si poteva anche provvedere più gradualmente. D’altra parte una buona pulizia nei conti in vista del rafforzamento patrimoniale che le assicurazioni prevedono come le banche da Basilea potrebbe richiedere del tempo e altri operazioni.
Secondo una fonte l’aumento di capitale non sarebbe strettamente correlato alle perdite accumulate, ma sarebbe in gran parte assorbito dall’operazione Arca e dai dividendi. In effetti l’acquisizione di Arca Vita da Bper costerà circa 300 milioni di euro e se si sommano gli altri 100 milioni di euro destinati al dividendo si arriva ai 400 milioni di aumento di capitale previsto da subito. La ricapitalizzazione di ulteriori 100 milioni è, infatti, prevista solo per il 2013. I 100 milioni di dividendo servono d’altra parte a rendere neutro l’impatto dell’aumento di capitale per l’azionista di maggioranza, ossia Holmo e il mondo delle cooperative che controlla la compagnia bolognese. Dunque niente di nuovo?
In effetti no, perché se poi guardiamo ai risultati industriali della compagnia possiamo osservare che il ramo danni (e in particolare l’RC auto) ha raggiunto risultati inferiori alle attese: la raccolta premi nel lavoro diretto è scesa del 2,2% a 4,26 miliardi e i rami auto sono scesi del 3,8% a causa anche della maggiore competizione sui prezzi e delle regole evolutive bonus/malus introdotte nel 2007. Il settore vita ha registrato una raccolta premi diretti in crescita del 49,2% a 5,24 miliardi di euro. Bene Bnl Vita, la raccolta delle reti proprietarie e quella dei fondi pensione, ma in generale ai volumi importanti e migliori del consensus dei rami viti non si è accompagnata una marginalità adeguata.
Il repulisti del bilancio potrebbe mostrarsi vantaggioso in chiave prospettica, tuttavia le necessità di patrimonializzazione a cui va incontro tutto il comparto assicurativo, l’affanno del settore danni e l’accesa competizione sui prezzi potrebbero ancora deprimere la marginalità del gruppo in futuro. Sicuramente Arca darà una mano, tuttavia le sfide che il prossimo amministratore delegato del gruppo Carlo Cimbri dovrà affrontare sono ancora numerose.
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