Il comparto del lusso è stato galvanizzato nel corso della precedente ottava da notizie promettenti riguardanti l’americana Tiffany. Tiffany ha infatti archiviato il quarto trimestre del 2009 con un utile netto di 140,4 milioni di dollari, quadruplicato rispetto ai 31,1 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Ed in aumento sono risultate anche le vendite, passate da 837,6 milioni a 981,4 milioni, superiori anche al consensus di 970 milioni circa. Le stime per il 2010 prevedono un utile per azione compreso tra i 2,45 ed i 2,50 dollari, che si confronta con quello dell’ultimo trimestre 2009 di 1,10 dollari per azione, e vendite nell’ordine dei 3 miliardi di dollari, in aumento dell’11% circa.
Previsioni di questo tipo non possono che lasciare ben sperare per tutto il comparto, anche se i competitor di Tiffany, come Bulgari, non hanno certo archiviato il 2009 il modo brillante. La maison romana ha accusato un calo dell’Ebitda nell’ultimo trimestre del 2009 del 9% rispetto allo stesso periodo nell’anno precedente. Per il 2010 le vendite sono attese in crescita del 4/6%, mentre i costi operativi dovrebbero mantenersi stabili rispetto a quelli del 2009.
Il ribasso spintosi fino a testare il 17 marzo quota 5,60 si è arrestato sul supporto offerto in quell’area dalla linea di tendenza tracciata dai minimi di luglio 2009. Il titolo viaggia ormai da fine ottobre all’interno di una fase laterale delimitata dal supporto di area 5,30/5,32 e dalla resistenza dei 6,50 euro. Tale fase laterale è divisa sostanzialmente al metà dal passaggio della media mobile a 100 giorni, orizzontale da circa un mese in area 5,90, baricentro dell’azione dei prezzi nelle ultime settimane. Se a seguito del rimbalzo da area 5,60 i prezzi troveranno la forza per superare anche la media mobile a 100 giorni sarà possibile ipotizzare un tentativo di recuperare la parte alta del trading range. Un primo target per il rialzo sarebbe posto in area 6,10, lato superiore del gap ribassista lasciato dai prezzi il 16 marzo in avvio di seduta, mentre oltre quei livelli diverrebbe raggiungibile la resistenza a 6,50. In caso di superamento anche di area 6,50 la fase laterale disegnata negli ultimi 5 mesi circa si dimostrerebbe un ampio rettangolo, figura di continuazione del trend rialzista in atto dai minimi di marzo 2009. La presenza in area 6,50 anche del 38,2% di ritracciamento del ribasso dal top del 2007 (primo dei ritracciamenti significativi della serie di Fibonacci) significa che al superamento di quella resistenza in titolo avrebbe la possibilità di spingersi fino al ritracciamento successivo, il 50%, posto a 7,50 euro circa, prima di trovare una nuova resistenza. In area 7,60/70 si colloca anche il target del rettangolo, ottenuto come proiezione della sua ampiezza dall’ipotetico punto di rottura. La violazione di area 5,60 porterebbe il titolo a confrontarsi con la base del trading range a 5,30 euro. Sotto questo livello diverrebbe difficile continuare a sostenere l’ipotesi rialzista, rishcio in quel caso di discese almeno fino in area 4,80 a testare la linea che sale dai minimi di marzo 2009.
Chi invece ha archiviato bene il 2009 è stata Tod’s, che ha visto il fatturato consolidato crescere dello 0,8% a 713,1 milioni di euro. Il risultato netto consolidato è risultato in crescita del 2,7% sul 2008 a 86,1 milioni di euro, grazie al quale il Consiglio ha potuto proporre un dividendo cresciuto del 20%, a 1,50 euro, rispetto al precedente esercizio. Le attese per il 2010, stando ai dati raccolti nei primi mesi del 2010, sono per un ulteriore incremento di ricavi ed utili.
Il titolo ha disegnato tra il primo febbraio ed il primo marzo un testa spalle rialzista, completato con il superamento della linea tracciata dal top del 3 febbraio quando questa era passante per 48,45 euro, figura che ha successivamente sostenuto il rialzo che ha permesso di avvicinare nuovamente i massimi dello scorso gennaio a 54,88 euro. Il minimo del testa spalle, toccato a quota 45,11, coincide poi con la media mobile a 200 sedute e con la linea di tendenza tracciata dai minimi di inizio 2009. La reazione vista nelle ultime settimane sembra avere quindi tutte le carte in regola per proseguire, e se i prezzi avranno ragione della resistenza di quota 54,88 sarà ragionevole prospettare il raggiungimento di un target in area 62 euro, sul lato superiore del canale che contiene le oscillazioni degli ultimi 14 mesi circa. Solo discese al di sotto del forte supporto dei 47 euro, attuale area di transito della media a 200 giorni e della linea che sale dai minimi di gennaio 2009, potrebbero mettere seriamente in discussione la realizzazione del quadro rialzista, segnalando l’inizio della correzione di tutta la salita disegnata da area 25 euro con target in area 37 euro circa.