
Ancora in rosso Fondiaria Sai che dopo le perdite che hanno accompagnato la pubblicazione dei risultati oggi si porta a ridosso degli 11 euro subendo forse anche il downgrade di Standard&Poor’s. L’agenzia di rating ha espresso diverse perplessità sui risultati della compagnia dei Ligresti accompagnando ai dubbi generali sul settore quelli particolari sulla compagnia: risultato il giudizio è passato da A- a BBB+.
D’altra parte prima di S&P’s già il mercato venerdì scorso aveva espresso un duro giudizio sui risultati con un ribasso del 5,97% che aveva riportato durante la seduta i corsi sulla trendline discendente dai massimi del lontano 2007: questa linea di tendenza si è dimostrata temporaneamente un buon supporto dinamico, ma oggi ha ceduto a dei minimi a quota 11,02 euro che non promettono niente di buono, sebbene il titolo al giro di boa si riporti sopra la parità a quota 11,36 euro (+0,1%).
D’altra parte i fondamentali e in generale la situazione del comparto appaiono impietosi con una perdita per il gruppo dei Ligresti di 391,5 milioni di euro contro i 90,7 milioni del 2008. Guerra sui prezzi, incremento nazionale della sinistralità e altri fattori ancora hanno depresso le performance del gruppo, nonostante la crescita dei premi netti da 11,15 a 11,88 miliardi di euro.
A una crescita generale dei ricavi si oppone, infatti, lungo la catena dei costi un incremento degli oneri netti relativi a sinistri da 8,9 a 11,8 miliardi di euro e in particolare la voce degli importi pagati e della variazione delle riserve tecniche ha registrato un incremento dei costi da 9,1 a 12,1 miliardi di euro. Il combined ratio (che indica l’incidenza della sinistralità e delle spese complessive sui premi di competenza) è salito da dal 98,6% a 108 per cento con un loss ratio (incidenza della sinistralità) che di attesta all’83,6% con un incremento di ben 9,2 punti percentuali.
Il gruppo sconta, però, nei giudizi di diversi osservatori anche le incertezze sulla tenuta patrimoniale delle holding di controllo in mano ai Ligresti oltre alla notevole dipendenza da canali distributivi non proprietari e in particolare la scelta di appoggiarsi a un’unica rete bancaria. Secondo gli analisti di Standard&Poor’s sarà inoltre difficile recuperare la redditività pre-crisi.
D’altra parte i requisiti di patrimonializzazione richiesti alle compagnie assicurative potrebbero diventare più stringenti per tutte le compagnie e quindi per tutti coloro che non dimostrano un’adeguata patrimonializzazione sarà un 2010 difficile. Le slide di presentazione dei risultati della compagnia assicurativa indicano una flessione del patrimonio netto da 2,93 a 2,7 miliardi di euro (-7,4%) in un anno e i maggiori timori provengono forse dalla controllante Premafin che potrebbe dovere assorbire risorse dalla compagnia, con il rischio di gravare su una società già colpita dal deterioramento del comparto assicurativo nel ramo danni.
Di certo servirà qualche strategia forte per uscire dall’empasse. Il management ha già annunciato manovre per 445 milioni di euro entro il 2011 per risollevare la redditività dell’azienda con una più stretta sorveglianza dei risarcimenti, della base dei costi, con politiche di prezzo adeguate alle spese. Sul fronte della capitalizzazione Fonsai ha annunciato di voler tenere sotto controllo la struttura del capitale in maniera da potere affrontare le sfide poste dal mercato. La somma di debito finanziario e debito operativo è scesa da 1,89 a 1,67 miliardi di euro, ma le sfide sicuramente rimangono numerose.
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