I segnali grafici provenienti dalla borsa Usa, quella che volenti o nolenti traccia il sentiero anche per tutte le altre piazze principali, sono al momento positivi. Le incertezze dimostrate nel primo bimestre dell’anno sembrano ormai dissolte, con gli indici principali tornati al di sopra dei massimi di gennaio. E le resistenze appena lasciate alle spalle sono da considerare punti chiave nella interpretazione del quadro tecnico anche di lungo termine.
Nel caso del Nasdaq Composite ad esempio il top di gennaio di area 2325, quota contro la quale le quotazioni hanno sbattuto invano per quattro sedute (l’11, il 14, il 15 ed il 19 gennaio), coincideva con il 66% di ritracciamento del ribasso dal picco di fine 2007. I 2/3 di ritracciamento vengono spesso considerati un ostacolo molto delicato, un tetto contro il quale le velleità di costruzione di una tendenza duratura si possono infrangere. Se fino al test dei 2325 punti i dubbi che la fase rialzista in atto dai minimi di marzo 2009 fosse da considerare una semplice correzione della discesa dai massimi del 2007 erano leciti, ora che tale resistenza è alle spalle diventa invece possibile iniziare a parlare di una tendenza rialzista autonoma, capace di progredire non solo fino a mettere nuovamente alla prova i massimi del 2007 in area 2860, ma anche al di sopra di quei livelli. Il rialzo degli ultimi 12 mesi del resto poggia su di una figura a doppio minimo, configurazione rialzista che spesso segna il momento di passaggio tra due tendenze di opposto orientamento.
Per il Nasdaq quindi i presupposti per ipotizzare il proseguimento della fase ascendente sono realistici. Nel breve termine ovviamente flessioni rimangono possibili, tuttavia il sostegno offerto dai precedenti massimi, quelli di area 2325, dovrebbe essere in grado di supportare eventuali ripiegamenti. Verso l’alto il primo target verso il quale i prezzi potrebbero rivolgersi è quello posto a 2592, lato superiore del gap ribassista del 4 gennaio 2008, poi quello dei 2635/40 punti, lato superiore del canale che sale dai minimi del 2009. La base di questo canale, coincidente con la media mobile a 100 sedute in area 2225, rappresenta invece il possibile punto di arrivo di flessioni che si portassero al di sotto dei 2325 punti. Solo la violazione anche di questo supporto metterebbe seriamente in discussione i recenti segnali positivi facendo temere una correzione approfondita di tutto il rialzo dai minimi del 2009.
Ma non è solo il tecnologico Nasdaq, quello che notoriamente scalpita maggiormente nelle fasi di rialzo essendo composto da titoli caratterizzati da un livello di Beta alto, a puntare verso una meta ben superiore ai livelli attuali. Segnali incoraggianti vengono anche dal classico confronto tra il Dow Jones Industrial ed il Dow Jones Transportation.
Il padre dell’analisi tecnica, Charles Henry Dow, fondatore del Wall Street Journal ed inventore, con Edward Jones, dell’indice Dow Jones Industrial, riteneva che fosse essenziale per capire il vero sentiment di borsa tenere sotto controllo non solamente il paniere dei titoli industriali, bensì anche quello del settore dei trasporti, il più anziano degli indici di borsa ancora in uso. I trasporti sono infatti un settore tipicamente ciclico e rispondono con grande velocità ai mutamenti del ciclo economico. Divergenze di comportamento tra il Dow Jones Transportation Average ed il Dow Jones Industrial Average sono da sempre segnale di tensioni latenti sul mercato azionario e vengono di norma riconciliate in tempi brevi. Una discesa dell’indice dei trasporti quando l’industriale punta ancora al rialzo è foriera di un trend negativo per la borsa, al contrario tuttavia quando il Transportation tira con decisione al rialzo anche l’Industrial, se ancora indeciso, si adegua in tempi relativamente brevi. Un esempio di questo comportamento lo si ricava osservando come l’indice dei trasporti abbia fatto registrare un nuovo massimo storico, superiore al quello del maggio 1999, già a partire dal marzo 2005, anticipando un analogo successo dell’Industrial, che tuttavia ha toccato un nuovo massimo storico solo nell’ottobre del 2006.
Di norma è l’indice dei trasporti ad anticipare le mosse del più paludato indice dei maggiori titoli industriali, un fatto che viene confermato dall’andamento del grafico di forza relativa che mette in rapporto le due serie storiche. La forza relativa sale quando la borsa in generale si apprezza, ovvero l’indice dei trasporti sovra performa l’industriale nelle fasi di borsa crescente. Il fatto che sul grafico di forza relativa derivante dal rapporto Transportation su Industrial si possa identificare un trend rialzista in atto dai minimi di marzo 2009 e che proprio recentemente, ad inizio marzo, sia stata superata la linea di tendenza ribassista tracciata dai massimi del 2008, è quindi un elemento positivo da annoverare tra quelli a sostegno di una prospettiva di borsa ancora in crescita.
Del resto anche sul grafico dei prezzi il Transportation Average ha già messo a segno risultati che l’Industrial Average deve ancora raggiungere, primo tra tutti il superamento del 66% di ritracciamento del ribasso dal top di maggio 2008. Per l’Industrial tale livello è ancora lontano, si colloca in area 11600, tuttavia è probabile, se le correlazioni tra i due indici rimarranno invariate, che anche quello più seguito possa raggiungere questo riferimento. Ed il superamento di area 11600 da parte dell’Industrial sarebbe un ulteriore segnale in favore del proseguimento del trend rialzista in atto ormai da un anno anche nel medio periodo. Uno scenario di questo tipo verrebbe messo in discussione solo da ripiegamenti al di sotto dei 10250/350 punti, area di transito della media mobile a 100 giorni e della linea di tendenza tracciata dai minimi dello scorso marzo.
Nonostante gli ostacoli che alcuni osservatori pongono davanti al percorso della borsa statunitense, dal rischio di una nuova bolla immobiliare, questa volta per il settore commerciale (recentemente Standard & Poor’s ha comunicato di aver mantenuto negativo l’outlook per l’industria finanziaria statunitense a causa della sovraesposizione delle banche sul settore immobiliare, mentre secondo Moody’s le perdite delle banche Usa su mutui e prestiti potrebbero raggiungere nel prossimo biennio i 296 miliardi di dollari), all’espandersi del disavanzo federale che a febbraio ha toccato a 221 miliardi di dollari un nuovo record e che secondo l’Ocse nel 2011 potrebbe raggiungere il 10% del Pil, i grafici continuano a parlare di una possibile espansione delle quotazioni azionarie.
La mancanza in Europa di un settoriale dalle stesse caratteristiche del Transportation statunitense rende difficile il tentare una analisi per l’area dell’euro analoga a quella della borsa Usa. Il paniere più simile al Transportation statunitense è l’Euro Stoxx Travel and Leisure, all’interno del quale i titoli con il maggior peso sono Accor, Ryanair e Sodexo (questi tre da soli pesano per il 55% circa dell’intero paniere). A differenza di quanto accade attualmente sul mercato Usa il settoriale sui trasporti europeo è molto attardato rispetto all’indice degli industriali, l’Euro Stoxx Industrial Goods and Services. Nondimeno il quadro grafico del comparto trasporti è potenzialmente molto rialzista: le quotazioni hanno superato infatti di recente il lato alto di una lunga fase laterale, disegnata a partire dai minimi di fine 2008, candidandosi quindi per l’avvio di una fase crescente molto significativa.
Una conferma in questo senso verrebbe al di sopra dei 108 punti, primo dei ritracciamenti di Fibonacci relativi al ribasso dai massimi del 2007. Oltre quei livelli il settoriale trasporti e turismo potrebbe puntare verso un target in area 127 almeno. E’ quindi possibile che il quadro prospettico per la borsa europea non sia troppo dissimile rispetto a quello della borsa Usa, ma sia solo in ritardo di qualche mese. Confrontando i due panieri dei trasporti nelle due diverse aree geografiche è possibile quantificare questo ritardo in un intervallo tra i 7 e gli 8 mesi. Ecco quindi che la relativa minore vitalità della borsa europea negli ultimi mesi rispetto a quella americana potrebbe essere letta come uno sfasamento nell’evoluzione del ciclo economico e non come una vera e propria differenza di comportamento.
Anzi, l’andamento del settoriale trasporti fornisce indizi secondo i quali l’avvio di una nuova fase rialzista, simile a quella registrata un anno fa potrebbe essere alle porte.