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Una pausa per Campari

Pubblicato: 01 apr 2010 da Ferry Boat

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Risultati in crescita a tutti i livelli del conto economico per Campari, ma ieri la società della famiglia Garavoglia ha chiuso le contrattazioni con un rosso del 5,1 per cento. Neppure oggi il titolo fa granché bene a Piazza Affari e si riporta a 7,79 euro con un ribasso dell’1,64 per cento. Ancora una volta, avvalorando il detto “buy the news sell the fact”, una volta resi noti i dati di bilancio, per altro lusinghieri, sarebbero scattate delle prese di profitto dopo il rally degli ultimi mesi. L’azione era volata oltre gli 8,3 euro di recente e per poco non aggiornava i massimi storici del 2007: quale migliore occasione per i realizzi della pubblicazione di brillanti dati 2009?

Se a questo si aggiunge una pioggia di downgrade di diverse agenzie che hanno criticato i risultati della compagnia (da Equita a Kepler a Oddo) il cerchio si chiude. Secondo molti, dopo i recenti rally, i corsi dovranno consolidare le posizioni raggiunte. Le performance brillanti del 2009 che si è avvantaggiato del consolidamento di Wild Turkey potrebbero non essere immediatamente ripetibili. La recente acquisizione ha infatti influito enormemente sulla crescita a doppia cifra (+11,4%) del segmento spirit che, a sua volta, copre da solo più del 70% del fatturato di Campari.

Nel 2010 il management, che ha deciso di alzare la cedola a 6 centesimi e proposto un aumento di capitale gratuito, promette ulteriori benefici dal consolidamento delle neo acquisite (da ricordare anche Destiladora San Nicolas, Odessa, Sabia e altri brand in licenza). Il rafforzamento del network distributivo, sul quale si punta molto, dovrebbe mettere altra carne al fuoco, gli analisti, però, appaiono scettici.

Interessante è senza dubbio anche quanto sottolinea il quotidiano MF che ricorda i nuovi diritti per la distribuzione della cachaca Sagatiba, il più importante spirit del Brasile che sicuramente rimpolperà le casse della controllata carioca. Bob Kunze-Concewitz, amministratore delegato della casa, ha ribadito che la distribuzione delle cedole non intaccherà le politiche di espansione del gruppo nel 2010, tuttavia il mercato oggi appare ancora scettico. Sulla carta i ripiegamenti delle ultime due sedute potrebbero ancora dimostrarsi temporanei, d’altra parte dopo un rally come quello di Campari, una pausa al pit stop appare più che legittima.

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