Telecom: il piano convince il mercato, ma qualche incognita rimane

pubblicato: martedì 13 aprile 2010 da riva

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Giornata brillante per Telecom che guadagna circa tre punti percentuali portandosi a 1,12 euro dopo l’annuncio di un dividendo in crescita per il prossimo anno. La cedola per ora è stata mantenuta a 5 centesimi, ma il management confida di potere incrementare ancora l’efficienza del gruppo e di riuscire a migliorare i risultati della compagnia nel prossimo triennio. Per quest’anno è prevista una ulteriore flessione del giro d’affari, ma la solida generazione di cassa dovrebbe gradualmente consentire a Telecom di mantenere e incrementare la propria redditività. Nel prossimo triennio Franco Bernabè si attende una generazione di cassa da 21 miliardi di euro che dovrebbe raggiungere una incidenza sui ricavi del 2012 del 26 per cento. Riprenderà con forza l’azione sul debito e l’obiettivo del 2012 è quello di una riduzione delle esposizioni a 28 miliardi di euro contro i 34,7 miliardi di euro di fine 2009.

A rassicurare il mercato contribuiscono pure i tentativi di composizione dell’”affaire Sparkle” per il quale l’azienda ha accantonato un fondo rischi da 507 milioni di euro. L’impatto economico della vicenda nel 2009 si sarebbe limitato a 10 milioni di euro di oneri finanziari. Quasi 300 milioni di euro deriverebbero direttamente dall’Iva indebitamente sottratta al fisco mentre il resto sarebbe da attribuire a varie sanzioni.

Secondo alcuni osservatori questa soluzione da mezzo miliardo sarebbe la più economica per Telecom Italia che potrebbe altrimenti vedere lievitare notevolmente la bolletta per la frode carosello contestata dagli inquirenti fino anche a un miliardo di euro. Segnali di normalizzazione provengono anche dai mercati sudamericani dove il management conta di chiudere “abbastanza rapidamente” la cessione di Telecom Argentina e punta a estrarre maggiore valore dalle proprie attività brasiliane.

L’azione di progressiva riduzione dei costi (anche tramite i tagli del personale) ha alleggerito il conto economico, tuttavia per invertire la graduale tendenza del gruppo a ridurre il proprio giro d’affari servirà che l’azienda si concentri sull’allargamento della base clienti tramite un miglioramento dei servizi offerti. Gli analisti hanno approvato la stabilizzazione dell’ebitda e la sua proiezione oltre i 12 miliardi di euro per il 2012, tuttavia da Milano potrebbero ancora arrivare problemi.

Il passaggio di un ramo dell’inchiesta romana al procuratore aggiunto Francesco Greco potrebbe, infatti, preludere a nuovi scontri fra avvocati e giudici sul caso della maxi frode da oltre 2 miliardi di euro che ha coinvolto anche Fastweb. Il Corriere della Sera di oggi riassume i contrasti con la Procura evidenziando che secondo i pm di Milano il reato da contestare sarebbe la frode fiscale e quindi si dovrebbe andare in tribunale. Secondo gli avvocati del gruppo il caso comporterebbe invece solo un’elusione fiscale e quindi porterebbe al massimo a un confronto con l’Agenzia delle Entrate. Nel 2010 comunque i manager e gli avvocati della compagnia dovranno ancora fare gli straordinari.

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