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Sorin: buon trimestre e buone prospettive, nonostante il passo indietro di Bertarelli

Pubblicato: 03 mag 2010 da Ferry Boat

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Un anno fa l’utile netto trimestrale di Sorin valeva circa l’1,7% dei ricavi, mentre ora vale circa il 4% del fatturato e sfiora i 7 milioni di euro. Il business della società degli impianti cardiaci è in crescita: alla fine del primo trimestre si porta a 172,4 milioni di euro (+3,4%) grazie soprattutto alle performance del settore valvole meccaniche e biologiche (+8,7% a 29,4 milioni di euro).

Questa terza attività del gruppo, che si affianca a quella delle macchine per le dialisi e quella dei pacemaker, potrebbe insomma con il tempo farsi sempre più interessante. Quel che però colpisce di più di questa trimestrale è la notevole crescita della redditività testimoniata dall’incremento dell’utile lordo del 6,6% a oltre 100 milioni di euro.

Il gruppo è riuscito a contenere i costi industriali e a contrastare l’impatto negativo di un tasso di cambio sfavorevole con un buon mix geografico e di prodotto. Sorin sta aggredendo con successo il proprio debito che nell’ultimo anno ha subito una sforbiciata di ben 64,2 milioni di euro grazie proprio alla maggiore redditività e al controllo del capitale circolante netto. Questo ha innescato un feed back positivo che ha compresso anche gli oneri finanziari con i prevedibili effetti positivi anche sugli utili.

Nel primo trimestre del 2009 gli oneri finanziari della società guidata da Michel André Ballester pesavano per 3,9 milioni, un anno dopo pesano solo per 3 milioni di euro. Nel prossimo trimestre il gruppo prevede una crescita dei ricavi del 3% e un ebitda margin al 15-16 per cento. In tutto il semestre l’utile netto dovrebbe aumentare di un quarto, con debito stabile e conteggiando anche l’impatto di un esborso da 10 milioni di dollari che deriva dall’accordo raggiunto con il Dipartimento di Giustizia Usa.

Di recente, però altri dossier sono passati tra le scrivanie dei manager di Sorin e in particolare quello che riguardava le proposte del gruppo Ares Life Sciences di Ernesto Bettarelli che aveva avviato con Intesa Sanpaolo e altri soci una due diligence sulla stessa Sorin.

Soltanto pochi giorni fa le verifiche di questi investitori si sono bruscamente interrotte. Il progetto, secondo indiscrezioni, avrebbe previsto anche un’opa e un delisting del titolo, se fosse andato a buon fine. L’accordo, però, alla fine è saltato, pare per via di una divergenza di vedute eccessiva sulle quote da dare ai vari soci vecchi e nuovi all’indomani dell’ingresso dei Bertarelli.

Si torna dunque ai nastri di partenza: circa un milione di pazienti all’anno è curato in ottanta paesi con dei dispositivi Sorin. Le strategie, adesso, tornano a concentrarsi su di loro.

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