Periodo critico per Tenaris: la società dei Rocca specializzata nella produzione di tubi per l’industria petrolifera ha chiuso i primi tre mesi del 2010 con il più basso giro d’affari degli ultimi tre anni. Già le stime degli analisti si erano allineate su una stima di ricavi trimestrali di circa 1,9 miliardi di dollari che implicava una flessione di oltre venti punti percentuali: i risultati di Tenaris, però, sono stati peggiori e i ricavi sono scesi del 33% a 1,638 miliardi di euro.
Il core business dei “tubular products” ha perso il 33% dei propri ricavi fermandosi a 1,41 miliardi di dollari con volumi di vendita in calo del 12% e prezzi medi di vendita in flessione di 23 punti percentuali. Le tensioni sui prezzi delle materie prime impattano sui margini del gruppo che evidenzia la forte crescita dei materiali in acciaio e in particolare il rincaro dei minerali ferrosi.
Tenaris confida, però, nella ripresa delle vendite di tubi nei prossimi trimestre in Nord America (dove già si è registrata una reazione positiva alla crisi), nel Medioriente e in Africa. La competizione sui prezzi assai serrata in diversi mercati rende difficile risollevare i margini anche se qualche risultato in termini di efficienza operativa e di taglio dei costi è stato già raggiunto.
Il conto economico trimestrale indica una flessione dell’utile operativo del 55% a 309,3 milioni di dollari. In un anno l’ebitda è sceso del 46% a 435,4 milioni di dollari e l’ebitda margin ha mostrato un calo dal 33 al 27% ma su base trimestrale ha mostrato un miglioramento.
Diversi altri fattori pesano negativamente sulle performance della società e sull’intero settore petrolifero. La recrudescenza della crisi greca e i forti ribassi dell’euro che è scivolato fino a un cambio di 1,27 sul dollaro hanno infatti incoraggiato una flessione dei prezzi del greggio. Secondo alcuni osservatori i fondamentali delle industrie non sostengono a sufficienza le quotazioni oltre gli 80 dollari delle sedute degli ultimi mesi e l’abbondanza delle scorte confermata dai dati statunitensi settimanali di ieri suggerisce una pausa nella corsa dell’oro nero. Rapidamente il greggio ha perso il 7% in due giorni e ha così portato un cattivo sentiment anche su tutto il comparto petrolifero. In anticipo su dati trimestrali abbastanza deludenti, Tenaris ha così segnato ieri un pericoloso minimo a 14,56 euro.
Le ultime due sedute hanno visto il quadro grafico deteriorarsi notevolmente con la decisa violazione della trendline rialzista in forza dal marzo 2009 e l’affondo al di sotto del supporto statico opposto dai minimi del 25 febbraio scorso. Diventa probabile, a questo punto un ripiegamento in zona 14,0-14,3 euro. Dal difficile contesto macroeconomico dovranno giungere segnali di maggiore stabilità al mercato e il settore petrolifero dovrà registrare una ripresa ulteriore della domanda e un miglioramento dei margini perché anche Tenaris possa tornare a correre.
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