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Il dollaro forte aiuta il lusso. Bulgari e Tod's bene impostati

Pubblicato: 11 mag 2010 da AleOne

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I timori riguardanti la solvibilità di alcuni degli stati periferici dell’area dell’euro hanno messo sotto pressione la moneta unica, che nel corso dell’ultima ottava è stata schiacciata anche al di sotto del forte supporto offerto in area 1,31 dalla linea di tendenza tracciata dai minimi del 2002 e passante per quelli di inizio 2009. La discesa ha spazio per proseguire

, gli indicatori tecnici non sono infatti ancora al di sotto dell’area critica di ipervenduto, quindi eventuali rimbalzi potrebbero limitarsi a testare dal basso la trend line riportando quindi le quotazioni in area 1,3100/050. Possibili target per il cambio si collocano ora in area 1,2350/1,2450, dove sono stati segnati i minimi dell’ottobre 2008 e del marzo 2009. In caso di violazione anche di questi livelli rischio di test in area 1,2150 del 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi del 2000, area di supporto intorno alla quale è prevedibile si scateni una lotta accesa tra rialzisti e ribassisti. Il progressivo indebolirsi dell’euro negli ultimi mesi ha favorito le nostre aziende esportatrici, in particolare quelle dove il valore aggiunto dalla lavorazione rispetto al costo della materia prima è elevato, come nel settore del lusso.

Bulgari e Tod’s sono i due titoli del comparto che evidenziano in questa fase la migliore condizione grafica.

Bulgari evidenzia del resto un trend del grafico di forza relativa, quello che ne mette in rapporto la serie storica con quella dell’indice Ftse All Share, positivo da circa un anno, e proprio recentemente ha messo a segno una ulteriore accelerazione positiva che sembra poter favorire il proseguimento dei questa tendenza. Anche in termini assoluti lo studio del grafico offre spunti incoraggianti: le quotazioni sono al momento al di sopra sia delle medie mobili a 100 e 200 sedute, rispettivamente passanti in area 5,90 e 5,65, sia della linea di tendenza tracciata dai minimi del 2009, attualmente in area 5,90. Recentemente il titolo aveva tentato di lasciarsi alle spalle i massimi di novembre 2009 e di gennaio, allineati in area 6,50, ma dopo una breve divagazione oltre questo ostacolo, culminata con il test di 6,98, le quotazioni sono tornate al di sotto di area 6,50. Movimenti nuovamente al di sopra dei 6,50 euro, se confermati dalla rottura di area 7, dovrebbero favorire il test di 7,50, resistenza critica coincidente con il 50% di ritracciamento del ribasso dal top del 2007. Portandosi anche al di sopra dei 7,50 euro il titolo perorerebbe poi con forza la causa di una tendenza rialzista di lungo periodo, destinata in un primo tempo a recuperare area 8,50 e successivamente puntare verso i massimi del 2007. Ad impensierire per la tenuta dell’uptrend sarebbero invece discese al di sotto di area 5,65. Probabile in quel caso il test del supporto a 5,30, minimi di febbraio, ultimo argine in grado di impedire ulteriori scivolate verso area 4,90, 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi del 2009 e quindi supporto critico anche in ottica di medio termine.

Anche nel caso di Tod’s il grafico di forza relativa che evidenzia il suo rapporto di forza nei confronti dell’indice Ftse All Share è nettamente rialzista. Il trend positivo è iniziato a gennaio del 2008 e salvo sporadiche interruzioni correttive è arrivato fino ad oggi. Anzi, proprio nelle ultime sedute si è registrata una netta accelerazione verso l’alto, una conferma in favore della buona capacità di tenuta della tendenza positiva anche nel medio termine. Ma Tod’s non ha solo sovraperformato l’indice negli ultimi anni, ha anche saputo disegnare una tendenza positiva in termini assoluti che ha portato i prezzi dai minimi di gennaio 2009 a 25,23 euro al top di fine aprile a 56,90 euro, con un apprezzamento del 125% circa. Il trend rialzista dell’ultimo anno e mezzo circa è contenuto all’interno di un canale con base a 50 euro circa, coincidente con la media mobile a 200 sedute, e limite superiore a 62 euro circa. In caso di superamento dei 56,90 euro, area critica di medio periodo in quanto coincidente con il 61,8% di ritracciamento (uno dei livelli più significativi della serie di Fibonacci) del ribasso dal top di agosto 2007, il lato alto de canale diverrebbe un primo obiettivo per i prezzi. In ottica temporale più estesa è tuttavia ipotizzabile un target per il rialzo in area 65 euro. Solo discese sotto area 50 potrebbero mettere in discussione la struttura rialzista e fare temere l’avvio di una correzione della precedente ascesa. Primo supporto in quel caso a 45 euro, soglia che deve essere rispettata dai prezzi per evitare una vera e propria inversione di tendenza.

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