La crisi del debito in Europa ha pesato sull’ultima seduta della settimana dell’indice Ftse Mib, sceso fino a quota 19632 dopo aver chiuso la giornata di giovedi’ a 20878. Nel pomeriggio, quando l’indice ha accelerato al ribasso violando il supporto dei 20100 punti, si sono verificate numerose sospensioni al ribasso di titoli come Unicredit, Stm, Italcementi, Banco Popolare, Mediobanca, Enel, Mediolanum.
Da notare che ad una picchiata ribassista della borsa di Milano (ma anche di Madrid) non e’ corrisposta una altrettanto pesante discesa della borsa tedesca: l’impressione e’ che i grandi investitori stiano operando una trasformazione dei portafogli, alleggerendo l’Italia (e la Spagna) in favore di un incremento della Germania.
I mercati sembrano rimanere convinti del fatto che la Grecia non riuscira’a ripagare il suo debito ma che il salvataggio, o meglio il suo tentativo, sia stato fatto per evitare guai peggiori: il fallimento della Grecia avrebbe messo in discussione tutto il progetto dell’Unione europea ed avrebbe avuto conseguenze disastrose sull’euro. Una idea di quanto siano elevate le tensioni in Europa e di quanto la risoluzione della crisi sia ancora lontana lo testimonia la voce circolata tra gli operatori, che ha appesantito ulteriormente il corso della moneta unica contro dollaro, secondo la quale il presidente francese Sarkozy avrebbe minacciato durante l’Eurogruppo della scorsa settimana a Bruxelles di fare uscire la Francia dall’euro se la Germania non avesse appoggiato il salvataggio della Grecia.
Tornando al Ftse Mib, il fatto che il ribasso delle ultime due sedute sia venuto dopo che i prezzi hanno tentato per due volte il superamento del 50% di ritracciamento del ribasso dal top di aprile, resistenza in area 21250, non e’ certo tranquillizzante. Il rischio che la reazione vista dai minimi del 7 maggio di area 18850 sia stata solo una correzione temporanea della precedente discesa, che non sarebbe quindi ancora terminata, e’ ancora elevato. Solo oltre area 21250 (ormai nuovamente lontana) tale rischio verrebbe allontanato.
Nel breve una prima resistenza si colloca a 20250, poi sarebbe la rottura di 20750, area dove si colloca il gap ribassista lasciato venerdi’ in avvio, a lasciare campo libero al test dei 21250 punti. Oltre questa soglia il barometro grafico tornerebbe ad indicare bel tempo, con la prospettiva di una estensione del rimbalzo verso 21750 e 22000, lato superiore del gap ribassista del 28 aprile.
Sotto area 19650 vi sarebbero ulteriori conferme negative. Difficile dire se in quel caso sara’ sufficiente un nuovo test dei 18850 punti per ritrovare lo spunto per un rimbalzo oppure se prezzi, che già su quei livelli sono sul 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi di marzo 2009, dovranno scendere fino al livello successivo nella scala dei ritracciamenti di Fibonacci, il 61,8%, a 17000, per potersi opporre nuovamente alle vendite.