
Finmeccanica soffre a Piazza Affari dopo la pubblicazione di diversi articoli che rivelano l’avvio di una serie di indagini che collegherebbero il gruppo guidato da Pierfrancesco Guarguaglini al caso dei fondi neri di Fastweb e Telecom Italia Sparkle. La società della difesa controllata per quasi un terzo dal ministero del Tesoro ha negato con decisione l’esistenza di fondi neri, ma le intercettazioni dei mesi scorsi rivelerebbero un legame con Gennaro Mokbel.
Si tratta di uno degli uomini finiti in carcere insieme al senatore Nicola Di Girolamo nella vicenda della frode carosello da oltre 2 miliardi di euro che ha portato in carcere i vertici di Fastweb e di Telecom Italia Sparkle e che al momento vedrebbe indagate fino a 80 persone.
Il legame con il gruppo Finmeccanica sarebbe concentrato in una casa di software di nome Digint, una piccola azienda controllata al 51% dalla lussemburghese Financial Lincoln ricollegabile a Mokbel e al 49% da Finmeccanica tramite la Selex Sema. A complicare la faccenda contribuisce il fatto che la Selex ha come amministratore delegato Marina Grossi, moglie dello stesso Piefrancesco Guarguaglini che di Finmeccanica è il numero uno.
Le indagini di diverse procure sono tese ad accertare i fatti e Finmeccanica avrebbe già garantito la propria collaborazione nel corso delle perquisizioni di alcune sedi, nessun provvedimento, però, sarebbe ancora stato notificato alla società o ai suoi dirigenti. Diverse procure, fra cui quelle di Roma, Napoli e Genova starebbero cercando di comprendere se esisteva un sistema di fondi neri esteri in Finmeccanica. L’allargamento delle indagini al gruppo guidato da Guarguaglini potrebbe aprire insospettati scenari nel caso di un’inchiesta che ha già portato alle dimissioni di un senatore e ha rivelato inquietanti sistemi di potere. Alcuni pm napoletani da qualche tempo indagano sugli appalti per la videosorveglianza di varie caserme di tutta la provincia partenopea e si sono imbattuti nel gruppo Selex, le ipotesi in merito sarebbero di turbativa d’asta. Se però il legame con Mokbel dovesse rivelarsi sostanziale potrebbero irrompere nelle indagini le accuse di riciclaggio. Le inchieste sembrano ancora agli inizi e nulla di certo pare essere ancora emerso. Il titolo Finmeccanica però risente già pesantemente di questo dossier in Borsa con perdite del 2,7 per cento.
erneg2
07 giu 2010 - 12:06 - #1Le aziende Italiane fin dalla fine degli anni ‘80 hanno iniziato a creare sedi di produzione o commerciali presso i maggiori paesi esteri dal potenziale economico in ascesa vedi Brasile e Cina e questo non è mai stato un mistero. E’ chiaro che lavorando fuori madre patria si siano create partite di danaro in conti esteri, ma è ancora sconcertante come lo Stato Italiano non abbia mai controllato tale situazione fiscale….