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Gemina: la nuova manovra toglie un euro a passeggero, nessuna novità dal Cipe

Pubblicato: 01 giu 2010 da Ferry Boat

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Fra i malumori che seguono la nuova manovra economica da 24,9 miliardi di euro ce n’è uno tutto romano: quello della tassa da un euro a passeggero che Adr dovrà versare per risollevare le sorti del Comune di Roma. Non è certo materia che influenzi particolarmente i passeggeri medesimi, se si considera che pagano in media dai 40 ai 60 euro per andare da Fiumicino alla capitale, ma certamente è un argomento capace di intaccare la redditività di un gruppo da sempre in perdita e che sta con difficoltà cercando di migliorare la propria struttura dei costi in un periodo molto difficile.

Il potente Fabrizio Palenzona, presidente di Aeroporti di Roma e di Assaeroporti (oltreché vicepresidente di Unicredit) ha mostrato il suo disappunto sottolineando che già i 9,7 euro che i passeggeri pagano a Fiumicino o a Ciampino vanno per 4,5 euro ad altri scopi. Dal 6 novembre scorso, inoltre, è sepolto al Cipe l’atteso provvedimento per l’adeguamento delle tariffe aeroportuali che dovrebbe consentire agli scali romani e a quelli milanesi di incrementare le richieste alle compagnie di 3 euro. Si parla di quasi 7 mesi che giustamente irritano gli operatori in un momento difficile come questo.

Nel frattempo Gemina, la controllante degli Aeroporti di Roma, continua cerca di tenere dritta la barra del timone in Borsa anche grazie al recente ingresso dell’Aeroporto di Singapore nell’azionariato con una quota del 5% e alla riduzione della perdita trimestrale di competenza dai 32,1 milioni di euro del primo trimestre del 2009 ai 9 milioni di euro dello scorso 31 marzo.

Di certo le difficoltà del settore a causa della crisi del Vulcano hanno complicato le cose, così come il salvataggio di Alitalia e la riorganizzazione della sua presenza negli scali romani, ma la nuova tassa in pratica riduce di un terzo gli incentivi previsti dal nuovo quadro tariffario e porta notevoli svantaggi per il primo sistema aeroportuale italiano. Già al termine del primo trimestre il management metteva in guardia gli investitori manifestando il timore che la crescita del traffico nel resto dell’anno potesse essere inferiore a quella registrata nei primi tre mesi del 2010 “con conseguente flessione della redditività”.

Almeno lo scorso 11 maggio il gruppo ha risolto i problemi connessi al Cross Currency Swap in capo a Romulus e che avevano come controparte la malmessa Ambac. La chiusura del dossier ha permesso la rimozione del credit watch di S&P’s, ma ha lasciato sul campo diversi interrogativi a partire da quello che più probabilmente affanna i vari azionisti del gruppo. Riuscirà Gemina ad avere prima di questa estate quell’aumento di tariffe che aspetta dallo scorso 6 novembre?

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